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Zone di produzione in Campania

Nella mappa sono indicate le principali zone di produzione del vino in Campania.

Con ogni probabilità la Campania è stata la prima zona di produzione del vino in Italia.

Nell’antica Pompei, infatti, c’erano circa 200 taverne e delle 31 antiche ville portate alla luce, ben 29 appartenevano a famiglie impegnate nel settore vinicolo. Non è difficile da credere se si pensa che la culla dell’occidente è proprio tra i Campi Flegrei e l’isola d’Ischia.

Qui nel 730 a.C. i greci fondarono la loro prima colonia, Cuma, e sempre qui, proprio ad Ischia, è stato rinvenuto il primo bicchiere da degustazione del mondo occidentale : la Coppa di Nestore. Segno che il vino era ben conosciuto e ben considerato.

Non dimentichiamo che la Magna Grecia è nata proprio qui sbocciando sull’immenso bagaglio culturale portato dagli Ellenici. Anche questo porta a credere che la maggior parte dei vitigni presenti in questa regione siano proprio di origine Ellenica: aglianico, greco, fiano, falangina, piedirosso, biancolella…

Campania, dunque, terra di vino sin dall’antichità. Ancora : a Pompei e ad Ercolano sono state rinvenute anfore contenenti vino che venivano sigillate e sulle quali venivano annotate la zona di origine delle uve e l’anno della vendemmia segno che già allora era vivo il concetto di denominazione d’origine ovvero l’importanza che rivestiva il territorio di coltivazione delle uve per la qualità del vino.

Dunque l’origine è greca ma chi ha fatto diventare grande il vino in Campania, e nell’intero occidente, sono stati sicuramente i Romani.

Plinio, Columella, Virgilio e Catone parlavano di Vitis Hellenica, Vitis Apiana e Aminea Gemina, che altro non sono che Aglianico, Fiano e Greco.

Il vino più famoso era sicuramente il Falerno. Quinto Orazio Flacco nelle sue Odi (pubblicate dal 23 al 13 a.C.) scriveva :

“…….dove il clima a inverni miti alterna
lunghe primavere e nei suoi vigneti,
inebrianti come il falerno..…”

Il più antico è forse la falanghina ( che prende il nome dal tipo di coltivazione a falangae ancora praticata tra i viticoltori locali) impiantata dai greci proprio nelle prime colonie nei campi flegrei.

Sicuramente il terroir è stato fondamentale per lo sviluppo del Vino. La Campania è quanto di meglio si possa trovare: terra bagnata dal mare ricca di monti, fiumi, laghi e vulcani attivi ed inattivi. Terra, cultura, storia un mix vincente che ha dunque origini remote.

All’inizio del secolo scorso questo enorme patrimonio ha rischiato di perdersi per sempre. La fillossera ha rischiato di cancellare completamente millenni di storia.

Purtroppo il post-fillossera non ha visto una rapida ripresa della tradizione millenaria ma la Campania è diventata solo una riserva dalla quale attingere vini da taglio per vinicoltori del nord e d’Oltralpe.

Fortunatamente negli ultimi decenni, grazie anche all’impegno delle nuove generazioni di viticoltori e produttori, si è assistito ad una vera e propria inversione di tendenza e oggi la Campania vanta una qualità e varietà di prodotto che compete con quello di regioni ben più blasonate.

Oggi in Campania ci sono ben 4 D.O.C.G., 18 D.O.C. e 10 I.G.T. : questo pone la regione in posizione di tutto rispetto nel panorama enologico nazionale.

Scopri le principali zone vitivinicole delle singole province:


 

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