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Zone di produzione in Basilicata

Nella mappa sono indicate le principali zone di produzione del vino in Basilicata.

La coltivazione della vite in Basilicata ha origini antichissime; testimonianze della sua coltura ci conducono agli Enotri e poi ai Lucani, antichi popoli che abitarono l'Italia meridionale fin dal 1200 - 1300 A.C.. Documenti storici affermano che l'Enotria, parte dell'attuale Basilicata, venne definita tale dai coloni greci che a partire dal VII sec. a. C. giunsero sulle nostre coste e che subito poterono constatare la presenza dei tanti vigneti e la prelibatezza del buon vino prodotto in zona.
I Greci furono portatori di nuove conoscenze infatti si deve ad essi l'introduzione di nuove varietà e forme di allevamento, come l'alberello, ancora oggi molto usato in diverse zone della Basilicata.
La tradizione vinicola della regione trova conferma anche nell'epoca romana grazie alle citazioni di Plinio e Stradone e alle numerose testimonianze e reperti di quell'epoca che documentano la presenza della vite e l'eccellente qualità dei vini ottenuti.

Ma quali sono oggi le zone di produzione di maggior rilievo?

Innanzitutto le colline del Vulture (1300 m. s.l.m.), un antico vulcano spento totalmente ricoperto di vegetazione e di colture, in particolare castagneti, uliveti e vigneti. L’ area è costituita da molte sorgenti minerali d’ acqua (i laghi di Monticchio), che conferiscono a questa parte della Basilicata settentrionale un paesaggio dalle caratteristiche uniche. Qui i terreni vulcanici, ricchi di potassio, determinano le condizioni ottimali per la coltivazione della vite. È qui che si coltiva l’aglianico, il vitigno autoctono della Basilicata, e si produce una delle perle enologiche italiane riconosciuto dalla DOC "Aglianico del Vulture" che comprende 15 comuni a nord-est della regione. In questo territorio la forma di allevamento più diffusa è il guyot, ancora presente in minima parte il cordone speronato, mentre l'alberello è ormai limitato solo a piccole superfici. Oltre all'Aglianico sono presenti nella zona, in piccola parte, altri vitigni come l'Aglianicone, la Malvasia nera della Basilicata, la Malvasia bianca della Basilicata, ed il Moscato bianco di Basilicata.

Sempre in provincia di Potenza troviamo la DOC “Terre Dell’Alta Val D’Agri”, un territorio di produzione limitato ai soli comuni di Viggiano, Moliterno e Grumento Nova, con vigneti che si estendono dai 650 metri s.l.m. del fondovalle fino agli 800 di media collina. In questo ambiente si sono adattati bene vitigni internazionali quali Merlot e Cabernet Sauvignon che convivono con uve autoctone come la Malvasia bianca di Basilicata, la Malvasia nera di Basilicata ed il Moscato bianco di Basilicata.

Più a Sud lungo la Val d’Agri, sulla riva destra del fiume Agri e ai limiti del Parco Nazionale del Pollino, troviamo un'altra zona vocata, che comprende i comuni di Roccanova, Castronuovo di Sant’Andrea e Santarcangelo, dove si produce il “Grottino di Roccanova”. Il vino viene prodotto e conservato in caratteristiche grotte scavate nella roccia arenaria e ubicate nel centro storico di Roccanova, da cui il nome “Grottino”. La denominazione IGT “Grottino di Roccanova” è riservata ai vini bianchi, rossi e rosati prodotti nei tre comuni della zona di origine con una o più varietà di uve idonee alla coltivazione nella provincia di Potenza. Tra i vitigni più diffusi nella zona troviamo il Sangiovese, la Malvasia bianca di Basilicata, la Malvasia nera di Basilicata e il Moscato bianco di Basilicata.

Infine, altra zona che per storia, tradizione e diffusione della coltura dà origine a vini di particolare pregio, sono le Colline Materane. La zona presenta un paesaggio che varia dall’alta collina (500 metri s.l.m.) di Tricarico, Grottole e Matera fino a terreni a costieri (100 - 150 metri s.l.m.) che si affacciano sul mare Jonio. Il vitigno più importante è il Primitivo di Matera, e il vino che si ottiene dalle sue uve è molto colorato, alcolico e corposo; altri vitigni diffusi nella zona sono il Sangiovese, il Montepulciano, il Merlot, il Cabernet Sauvignon e tra i bianchi la Malvasia bianca di Basilicata ed il Greco.

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