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Cantine presenti in Campania

Venerdì, 10 Febbraio 2012 22:11

Di seguito sono elencate, per provincia, le principali aziende vinicole della Campania. Se la tua azienda non è presente, o per qualsiasi altra segnalazione, non esitare a scriverci.

Di seguito sono elencate, per provincia, le principali aziende vinicole della Campania. Se la tua azienda non è presente, o per qualsiasi altra segnalazione, non esitare a scriverci.

AVELLINO

Le aziende vinicole della provincia di Avellino

A CASA AZIENDA AGRICOLA
AGRICOLA IRPINA
ANTICA HIRPINIA
ANTICO BORGO
ANTICO CASTELLO - Società Agricola di Romano Francesco e C.
ANTIQUA VINEA
AZIENDA AGRICOLA COLLI IRPINI
AZIENDA AGRICOLA COLLINE DEL SOLE
AZIENDA AGRICOLA DE LILLO MARIA ROSA
AZIENDA AGRICOLA DI MARZO
AZIENDA AGRICOLA F.LLI URCIUOLO
AZIENDA AGRICOLA FILADORO
AZIENDA AGRICOLA FONZONE CACCESE
AZIENDA AGRICOLA GIULIA
AZIENDA AGRICOLA VIGNE GUADAGNO
AZIENDA CALAFÈ DI PETRILLO
AZIENDA PATERNO
AZIENDA VITIVINICOLA CASE D'ANGELO
AZIENDA VITIVINICOLA "I FAVATI"
AZIENDA VITIVINICOLA CONTRADA MICHELE
AZIENDA VITIVINICOLA MARIANNA
BOCCELLA - Azienda Agricola di Lucia Gregorio
CAGGIANO - Azienda Agricola Antonio Caggiano
CANTINA BAMBINUTO DI AUFIERO RAFFAELE
CANTINA CROGLIANO DI MARCHILLO ESTER
CANTINA DEI MONACI
CANTINA DEL BARONE - di Sarno Antonio
CANTINA GIARDINO
CANTINE DELL'ANGELO
CANTINE GAMBALE ANTONIO
CANTINE E. RUSSO
CANTINE MANIMURCI
CANTINE RUGGIERO Azienda Agricola
CENTRELLA - Azienda Agricola Carlo Centrella
CIRO PICARIELLO
COLLE DI SAN DOMENICO
COLLEANTICO
COLLI DI CASTELFRANCI
COLLI DI LAPIO - di Romano Clelia
CONCA D'ORO SOCIETA' AGRICOLA
CONSORZIO HISTORIA ANTIQUA
CONTEA DE ALTAVILLA
CONTRADE DI TAURASI - Cantine Lonardo
COOPERATIVA AGRICOLA DEGLI OTTO COMUNI DEL GRECO DI TUFO - LE OTTO TERRE
CORTECORBO - Azienda Vitivinicola di Romano Soccorso
D'ANTICHE TERRE - Azienda Agricola Vega
DI MEO
DI PRISCO - Azienda Vitivinicola di Pasqualino Di Prisco
DONNA CARMELA
DONNACHIARA
FERRARA BENITO AZIENDA AGRICOLA
FEUDI SAN GREGORIO - Aziende Agricole Feudi di San Gregorio
I CAPITANI
IL CANCELLIERE
JOAQUIN AZIENDE AGRICOLE
LA CASA DELL'ORCO
LA MOLARA
MACCHIA DEI BRIGANTI - Azienda agricola De Vito
MACCHIALUPA - Azienda Agricola Macchialupa
MARSELLA - Azienda Marsella Guido
MASSERIA MURATA
MASTROBERARDINO - Azienda Vinicola Michele Mastroberardino
MOLETTIERI SALVATORE
PERILLO - Azienda Agricola di Romano Anna Maria
PIETRACUPA - Azienda Vinicola Pietracupa
QUINTODECIMO di DI MARZIO LAURA
ROCCA DEL PRINCIPE di FABRIZIO A
SOCIETA' AGRICOLA D'AIONE
STRUZZIERO - Azienda Vinicola Struzziero
TECCE LUIGI
TENUTA CAVALIER PEPE
TENUTA PONTE
TERRANERA
TERRE COLTE
TERRE IRPINE di GRELLA MARISA
TERREDORA - Azienda Agricola Terredora di Paolo
TORRICINO
URCIUOLO FRATELLI
VADIAPERTI - Azienda Agricola Vadiaperti
VESEVO
VIGNE IRPINE
VILLA RAIANO
VINANDA
VINI LA MARCA PIAZZOLLA
VINICOLA TAURASI - GMG
VINOSIA AZIENDE AGRICOLE

BENEVENTO

Le aziende vinicole della provincia di Benevento

AGRICOLA FORESTA WINES
AIA DEI COLOMBI
ANTICA MASSERIA VENDITTI - Azienda Agricola di Nicola Venditti
AZIENDA AGRICOLA FRATELLI MURATORI - TENUTA OPPIDA AMINEA
AZIENDA AGRICOLA IL POGGIO di FUSCO CARMINE
AZIENDA AGRICOLA TORRE A ORIENTE di IANNELLA PATRIZIA
AZIENDA AGRICOLA TORRE VARANO
AZIENDA GIÓLUNA
AZIENDA OLIVINICOLA TERRE STREGATE
CANTINA FONTANA DELLE SELVE
CANTINA DEL TABURNO
CANTINA SOCIALE di SOLOPACA - SOC. COOP. AGRICOLA
CANTINE IANNELLA ANTONIO
CANTINE SEBASTIANELLI
CANTINE TORA
CAPUTALBUS
CAPUTO - Azienda Agricola di Caputo Michelina
CASTELLE
CORTE NORMANNA
DE LUCIA - Azienda Agricola De Lucia
DE.VI.
FATTORIA LA RIVOLTA
FONTANAVECCHIA - Azienda Agricola Rillo Orazio
FOSCHINI - Cantine Foschini
I COLLI DEL SANNIO
I PENTRI
LA FORTEZZA
LA GUARDIENSE
LA VINICOLA DEL TITERNO
MASSERIA FRATTASI
MUSTILLI - Azienda Agricola Mustilli
NIFO SARRAPOCHIELLO - Azienda Agricola Biologica
OCONE VINI
PODERE VENERI VECCHIO
SERRA DEGLI ILICI di SAUCHELLA MICHELE
TERRA DI BRIGANTI
TERRE D'AGLIANICO
TORRE DEI CHIUSI AZIENDA AGRICOLA DI DOMENICO PULCINO
TORRE DEL PAGUS
TORRE GAIA - Fattoria Torre Gaia - Torrenova
VIGNE DI MALIES di FOSCHINI FLAVIANO
VIGNE SANNITE - CECAS
VINICOLA DEL SANNIO
WARTALIA

CASERTA

Le aziende vinicole della provincia di Caserta

AZIENDA AGRICOLA GENNARO PAPA
AZIENDA AGRICOLA NUGNES
AZIENDA AGRICOLA PORTO DI MOLA
AZIENDA DELLA VALLE JAPPELLJ
AZIENDA VINICOLA MOIO MICHELE FU LUIGI
CANTINA CAPIZZI
CANTINA DI LISANDRO
CANTINE CAPUTO
CANTINE TERRA DI LAVORO
CASAVECCHIA - Società Cooperativa Casavecchia
CASTELLO DUCALE AZIENDA VITIVINICOLA
FATTORIA COLLE SASSO
FATTORIA PRATTICO
GALARDI - Azienda Agricola Galardi
I BORBONI
MASSERIA CAMPITO
MASSERA STARNALI AZIENDA VITIVINICOLA BIOLOGICA
MASSERIA FELICIA
NANNI COPE'
PODERE DON GIOVANNI
TELARO - Telaro Lavoro e salute
TENUTA ADOLFO SPADA
TENUTA PEZZAPANE
TERRE DEL PRINCIPE
TRABUCCO AZIENDA VITIVINICOLA
VESTINI CAMPAGNANO / PODERI FOGLIA
VILLA MATILDE - Fattoria Villa Matilde
VIGNE CHIGI
VINI ALOIS
VOLPARA AZIENDA AGRICOLA

NAPOLI

Le aziende vinicole della provincia di Napoli

AZIENDA AGRICOLA CANTINE DEL MARE di SCHIANO GENNARO
AZIENDA AGRICOLA FRATELLI MURATORI - TENUTA GIARDINI AMINEI
AZIENDA AGRICOLA "GIACOMO ASCIONE"-VIGNA DELLE GINESTRE
AZIENDA AGRICOLA IOVINO ANTONIO
AZIENDA AGRICOLA LA PIETRA DI TOMMASONE
AZIENDA AGRICOLA TENUTA MATILDE ZASSO
AZIENDA AGRICOLA VESEVUS di GIUSEPPE SORRENTINO
AZIENDA AGRICOLA VITIVINICOLA di INGENITO SALVATORE - I NOBILI DEL VESUVIO
AZIENDA VINICOLA FORNO FRANCESCO
AZIENDA VINICOLA GIUSEPPE SCALA FU RAFFAELE
AZIENDA VINICOLA SANNINO
AZIENDA VINICOLA SORRENTINO
CANTINA TIZZANO
CANTINE ANTONIO MAZZELLA & C
CANTINE ASTRONI
CANTINE CARPUTO
CANTINE DE CAPRIO
CANTINE DI CRISCIO FRANCESCO SOC. AGR.
CANTINE FEDERICIANE MONTELEONE di ZAMPARELLI G
CANTINE OLIVELLA
CASA D'AMBRA - D'Ambra Vini d'Ischia
CASA SETARO
CASA VINICOLA FERRARO ANNA
CASA VINICOLA RAUCCI
COLLE SPADARO
DE FALCO VINI - di Gabriele De Falco
DITTA SAVIANO 1760
DONNA GRAZIA
ENODELTA di ANTONIO CAPUTO
FARRO - Cantine Farro
FIORAVANTE ROMANO VINI
GROTTA DEL SOLE - Cantine Grotta Del Sole
IOVINE
MASSERIA DEL BORRO
PIETRATORCIA - VINI DI PREGIO DELL'ISOLA D'ISCHIA
ROMANO MICHELE VINI
SANTA LUCIA S.n.c. di GIUSEPPE E ROBERTO PERRONE CAPANO
SEPE
SIBILLA - I vini della Sibilla
TERRA MITICA DI MONICA GIAQUINTO
VIGNA PIRONTI
VIGNA VILLAE
VILLA DORA
VINICOLA DE ANGELIS GIOACCHINO
VINICOLA FIOR DI VINO
VINICOLA LA MURA  di LA MURA SEBASTIANO

SALERNO

Le aziende vinicole della provincia di Salerno

ANDREA PAGANO SANTACOSTA
AZIENDA AGRICOLA ALFONSO ROTOLO
AZIENDA AGRICOLA CARMINE BOTTI
AZIENDA AGRICOLA CASEBIANCHE
AZIENDA AGRICOLA CASULA VINARIA
AZIENDA AGRICOLA DONNA CLARA DI V. PARLATI
AZIENDA AGRICOLA POLITO VINCENZO
AZIENDA AGRICOLA REALE ANDREA
AZIENDA AGRICOLA SAN GIOVANNI di MARIO CORRADO
AZIENDA AGRICOLA TERRA DI VENTO di ZOTTOLA MARIA LUISA
AZIENDA AGRICOLA TIZIANA MARINO
AZIENDA VINICOLA GIUSEPPE APICELLA
AZIENDA VITIVINICOLA MARINO RAFFAELE
AZIENDE AGRICOLE LENZA
BELRISGUARDO - Società Agricola di Brancato Vito & C.
CANTINA RIZZO
CANTINE BARONE
CANTINE VINELE
CASA VINICOLA CUOMO "I VINI DEL CAVALIERE"
CUOMO - Cantine Gran Furor Divina Costiera di Marisa Cuomo
DE CONCILIIS - Viticoltori De Conciliis
LUNAROSSA vini e passione
MAFFINI LUIGI - Azienda Agricola Maffini Luigi
MILA VUOLO
MONTE DI GRAZIA AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA
MONTEVETRANO - Azienda Agricola di Silvia Imparato
PRIMALATERRA
SAMMARCO ETTORE
SAN FRANCESCO - Azienda Agricola San Francesco di Chiara Di Palma
TEMPERE Azienda Vitivinicola Pica
VERRONE VITICOLTORI

Pubblicato in Cantine

Salerno

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

In provincia di Salerno due le aree vinicole degne di nota, la Costa d’Amalfi ed il Cilento.
Nella Costa d'Amalfi soltanto negli ultimi anni si è riusciti ad ottenere dei vini in grado di competere con l'accresciuto livello degli altri migliori vini italiani. La situazione precedente era penalizzata da una proprietà dei vigneti estremamente parcellizzata e da vigneti che data la natura impervia e la scoscesità delle coste erano stati in gran parte abbandonati. Oggi i migliori vini sono rappresentati dai bianchi e dai rossi provenienti dalla sottozona di Furore, tutti dotati di grande struttura e generalmente impostati sullo stile della surmaturazione.
Il Cilento si estende su un’area molto ampia che va dalla piana del Sele all’alta collina cilentana, dove il clima è molto influenzato dal mare e il terreno è prevalentemente calcareo. E’ una zona vitivinicola in grande fermento, dove stanno emergendo piccole produzioni di alta qualità legate a vitigni tradizionali ma anche internazionali e a una classe di vitivinicoltori giovani e agguerriti. La vicinanza col mare fa prevalere nei bianchi profumi intensi, sapidità e freschezza. Le doc cilentane sono tuttavia molto permissive nell’uso di uve “straniere”: la doc Castel San Lorenzo consente per i bianchi l’uso di trebbiano toscano e malvasia, per i rossi sangiovese e barbera e addirittura prevede doc per barbera o moscato.
Più ancorata al territorio, invece, la doc Cilento che predilige fiano e aglianico. Nelle realtà migliori, si tratta di vini caldi, morbidi e solari. Il Cilento è, però, anche terra di grandi vini da uve internazionali. Piccolissime aziende, con il loro lavoro appassionato, hanno avuto il merito di far accendere i riflettori su un’area ritenuta erroneamente marginale.

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Pubblicato in Campania

Napoli

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

Tra Vesuvio, Campi Flegrei e le isole di Ischia e Procida ci sono condizioni uniche con particolari caratteristiche del terreno, determinate dal substrato di sedimenti piroclastici alternati a terreni calcarei. Il clima è temperato, soleggiato e spesso ventilato (la qual cosa previene l’uva dalle malattie fungine) grazie alla presenza del mare. I terreni vulcanici, ricchi di “scheletro”, ossia pietre, favorendo il drenaggio, hanno evitato che la fillossera distruggesse la viticoltura dell’area, così che buona parte delle colture sono ancora su piede franco. Oggi nei Campi Flegrei la regina del vigneto è la falanghina che, diversamente da quella beneventana è più sapida, con una diversa complessità aromatica e sentori minerali. E' il vino oggi più noto e diffuso della Campania. Prodotto da decine di aziende, stenta a trovare un'identità precisa ma è tuttavia molto amato dal consumatore anche perché mantiene un rapporto qualità-prezzo molto interessante. Ha nel Casertano (alla base del Falerno bianco) caratteristiche di sapidità e serbevolezza, nel Beneventano (doc Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Guardiolo, Taburno), di morbidezza e struttura mentre nei Campi Flegrei è più fresca e minerale. Ma la falanghina dei Campi Flegrei (da qualche anno doc), coltivata nei luoghi della prima colonia ellenica, è certo la più antica: i contadini ancora l'allevano alla maniera greca classica, ossia con una selva di pali (le falangae, appunto, da cui il nome) nel vigneto, mentre le moderne colture di qualità prediligono il guyot.
Nell’area flegrea, il vino rosso viene invece perlopiù dal piedirosso, localmente detto per’’e palummo (piede di colombo), altro vitigno di origine greca considerato oggi “migliorativo” e utilizzato soprattutto per ammorbidire l’aglianico.
Il vino più famoso del Vesuvio, è invece il Lacryma Christi bianco, rosato e rosso Decantato già a partire dal ‘500, deve gran parte della sua fama alla versione dolce anche se il Lacryma Christi (sottozona della doc Vesuvio) in versione secca è un vino molto piacevole e “beverino”. Il bianco è un uvaggio di coda di volpe, falanghina, verdeca e greco, con una struttura e una gradazione alcolica leggermente superiori al rosso: presenta al naso aromi fruttati e tendenti al minerale. Il rosso è a base di piedirosso e sciascinoso: colore scarico e poca struttura lo rendono un vino di pronta beva, senza grandi pretese.
In penisola sorrentina. Falanghina e biancolella sono alla base dei bianchi cui si aggiungono vitigni tradizionali come ginestra, pepella e fenile mentre i rossi nascono da piedirosso, sciascinoso e, in qualche caso, aglianico. Nelle zone interne troviamo, negli omonimi paesi, Gragnano e Lettere: vini leggeri, frizzantini, con leggero residuo zuccherino.
Ad Ischia, si producono ottimi vini da antichi vitigni autoctoni, biancolella, forastera, per’’e palummo, guernaccia, arilla. Un tempo serbatoio di vini da taglio per tutta l’Europa, è stata tra le prime aree in Campania a puntare sull’alta qualità nonostante l’enorme difficoltà della coltivazione. Il vino biancolella, di colore paglierino, è armonico, di media struttura, al sapore lievemente ammandorlato con sentori minerali: regge bene anche ad un medio affinamento in bottiglia. Meno pregiato il forastera, di pronta beva. Il per’’e palummo, nome dialettale del piedirosso, è morbido, armonico, con una buona acidità che si può trovare anche in uvaggio con la guernaccia, più strutturata e complessa.
Capri, invece, ha del tutto dimenticato la sua vocazione agricola e, col Capri doc, mantiene viva una piccola produzione a base di greco, falanghina e biancolella per i bianchi e di piedirosso per i rossi.

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Pubblicato in Campania

Caserta

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

La provincia di Caserta, è una delle aree più variegate sotto il profilo morfologico. Si va infatti dalla costa domiziana fino alla pianura aversana e alle zone collinari e montane di Roccamonfina e del Matese. E’ la patria del celebre Falerno, uno dei vini più celebrati dell'antica Roma, ed anche la provincia campana che, negli ultimi anni, si è maggiornmente impegnata sulla strada della qualità.
Il cuore dell’alto Casertano vinicolo è nell’area del vulcano spento di Roccamonfina, dove i terreni dal medio impasto argilloso conferiscono ai vini austerità, serbevolezza e buona acidità (doc Galluccio) mentre nella zona del Massico, il Falerno trae dai terreni sciolti della zona pedemontana e da quelli calcarei-argillosi dell’area più a valle, eleganza e grandi profumi. Le uve maggiormente coltivate sono, per i bianchi, falanghina e coda di volpe (in ambedue le doc) mentre nei rossi predominano aglianico e primitivo.
L’agro aversano, la cosiddetta terra dei mazzoni (dalla tecnica della mozzatura delle mozzarelle di bufala), è noto per l’asprinio, acido, tradizionalmente di bassa gradazione, molto adatto alla spumantizzazione. Le moderne tecniche di allevamento a guyot o a cordone speronato consentono oggi di ottenere vini con un’acidità meno marcata e un grado alcolico nella media. Negli ultimi anni, infatti, per compiacere un gusto che predilige vini più morbidi, si tenta di equilibrarlo sia attraverso una coltivazione bassa che ne favorisce la maturazione sia con tecniche di vinificazione più attente. Dalle uve delle vecchie viti maritate si ottiene, invece, uno spumante di ottima qualità, che sfrutta proprio la spiccata acidità delle uve.
La nuova frontiera del Casertano è però nella valle del medio Volturno dove da qualche anno si stanno riscoprendo due antichi vitigni autoctoni, pallagrello (bianco e nero) e casavecchia. Il pallagrello è una delle poche uve italiane a bacca bianca e nera mentre il casavecchia, vitigno  presente in una microarea dove sono produttivi ceppi centenari su piede franco, affascina per la sua “tipicità” di profumi e sapori. Ambedue i vini in pochi anni sono diventati il simbolo della riscossa e della rivincita dei piccoli, dimenticati vitigni autoctoni.

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Benevento

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

La grande, vera strada del vino della Campania passa per il Beneventano, l’antico Sannio. In un paesaggio che cambia continuamente, qui è possibile percorrere in auto chilometri e chilometri di strade immerse tra le vigne che rappresentano una delle attività principali del territorio. In questa provincia sono nate ben tre cantine sociali: Solopaca, Taburno e Guardiense. La qual cosa fa intuire che per molto tempo si è puntato più sulla quantità che sulla qualità anche se l’inversione di rotta, in questi ultimi anni, è stata sensibile.
I vitigni che dominano in quest’area sono - per i bianchi - falanghina e greco (doc Sant’Agata de’ Goti), con trebbiano, coda di volpe e malvasia (per le doc Solopaca, Taburno e Guardiolo) in percentuali diverse mentre per i rossi prevale l’aglianico (doc aglianico del Taburno da poco docg) ma sono presenti massicciamente anche sangiovese e barbera del Sannio. Quella di Solopaca è la doc più “ampia” della Campania, 1228 ettari vitati, e una delle più conosciute proprio perché, grazie alla quantità, il Solopaca entrava - quasi sempre sfuso - in tutte le cantine d’Italia. Destino che lo unisce al Guardiolo di Guardia Sanframondi, altro piccolo centro del Sannio.
Da segnalare la settembrina Festa dell’uva di Solopaca, con grandi carri decorati da chicchi d’uva infilzati uno ad uno con degli spilli a una struttura di legno e cartapesta: vere e proprie opere d'arte che sfilano per le vie del paese.
Nella provincia di Benevento la zona di maggiore interesse è senz'altro quella del Taburno.
Il Taburno è un antico vulcano spento che sovrasta la città di Benevento e sulle cui fertili pendici la vite è coltivata fin dall'antichità. Anche qui il vitigno di maggiore blasone è l'Aglianico e le migliori etichette provengono dai vigneti posti alle quote di altezza maggiori, dove esprimono vini con personalità di maggiore finezza.

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Avellino

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

L’Irpinia è la patria dei più grandi vini della regione, innanzitutto il Taurasi, prima docg della Campania, successivamente affiancata da due immensi bianchi, il Fiano e il Greco, e, recentemente, dall'aglianico del Taburno.

Dall’aglianico coltivato sulle zolle calcaree, pietrose e argillose nell’area dell’antico borgo di Taurasi, allevato perlopiù a spalliera bassa, dopo tre anni di invecchiamento necessari a domare tannini ribelli e impetuosi, nasce il Taurasi, vino complesso, concentrato, elegante e dalla personalità affascinante ed unica. Vino difficile, ostico che, se non vinificato con attenzione, stenta all'inizio a dare il meglio di sè. Ma, superate le difficoltà iniziali, una volta smussati gli angoli delle giovanili sensazioni gustative di asprezza e astringenza, ecco che ci troviamo di fronte un vino infinitamente grande, fra quelli campani, il vino più affascinante e di spessore.
Dall'aglianico, a seconda del terroir, nascono vini diversi ma tutti caratterizzati da un'austera muscolosità che culminano proprio nel Taurasi, un vino robusto ma che non è mai eccessivo. Nella sua espressione più alta, è infatti elegante, con una buona dose di tannini derivanti dal suolo calcareo, ma morbidi e avvolgenti, con un buon frutto e forti sentori di spezie già a pochi mesi dalla vendemmia. Ha notevole capacità d'invecchiamento, anche oltre i dieci anni, e con l'evoluzione raggiunge aromi complessi di liquerizia, sottobosco e caffé.
Eccezionali anche i bianchi irpini, greco di Tufo e fiano, forti, concentrati e profumati, di grande serbevolezza. Il greco di Tufo, vitigno ellenico, fa parte della famiglia delle uve greche presenti, con vari nomi, un po' in tutt'Italia. Grazie ad un terroir particolare, Tufo era ricco di miniere di zolfo, che restituisce a quest'uva, e al vino, profumi e caratteristiche molto peculiari, qui si ottiene un prodotto molto particolare. Rispetto al cugino fiano ha minori profumi ed è più nervoso e difficile da interpretare. Il fiano inizialmente veniva coltivato per ottenere un vino dolce. E, forse, proprio per questo il fiano è stato per anni poco conosciuto e apprezzato, per essere poi riscoperto solo da quando si è iniziato a vinificarlo secco. Vitigno tipico dell’area irpina, da qualche anno sta dando grandi risultati, in struttura e profumi, anche nel Cilento. Si tratta certamente di uno dei vini più eleganti del Sud: basse rese naturali, grandi estratti secchi, il fiano è complesso, strutturato, con profumi di frutta matura, anche tropicale, di fiori gialli e sentori di nocciola.

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Denominazioni vino Campania

Domenica, 29 Gennaio 2012 20:04

DOCG

 D.O.C.G.

Taurasi
D.M. 11.03.1993, D.P.R. 26.03.1970, D.M. 30.11.91

Vitigni : Aglianico (min. 85%), altri (max 15 %);


Zona di produzione : Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul calore, torre le Nocelle e Venticano.

Clicca qui per visualizzare il disciplinare completo.

Greco di Tufo
D.M. 18.07.2003

Vitigni: Greco (min. 85%), Coda di volpe bianca (max 15 %);
    
Zona di Produzione : Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

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Fiano di Avellino
D.M. 18.07.2003

Vitigni:Fiano(min. 85 %),Greco,Coda di volpe bianca e/o Trebbiano T.(max 15 %);

Zona di Produzione : Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino.

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Aglianico del Taburno
Gazzetta n. 236 del 10 ottobre 2011

Vitigni: Aglianico, minimo 85 %; per la restante parte possono concorre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione in provincia di Benevento, fino ad un massimo del 15%;

Zona di Produzione : Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto,Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Caudio.

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DOC

D.O.C.


Ischia
D.P.R. 03.03.1966 e D.M. 31.07.1993

Vitigni.
Bianco * : Forastera (45-70 %), Biancolella (30-55 %), altri (max 15 %);
Rosso : Piedirosso(loc detto Per'e palummo) (40-50 %), Guarnaccia(40-50%),altri (max 15%);
Biancolella : Biancolella (min. 85 %), altri (max 15 %);
Forastera : Forastera (min. 85 %), altri (max 15 %);
Per 'e palummo (Piedirosso) : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min 85 %), altri (max 15 %);
* L'Ischia, bianco se raggiunge la gradazione alcolica di 11,50 % può essere commercializzato come superiore.
Zona di Produzione : Isola d’Ischia.


Solopaca
D.P.R. 20.09.1973, D.M. 12.10.1992, D.M. 30.10.1992

Vitigni.

Bianco * : Trebbiano T. (40-60%), Falanghina, Coda di volpe bianca, Malvasia di Candia (localmente denominata uva Cerreto) (max 20 %), altri (max 20%);

Rosso*: Sangiovese (50-60%), Aglianico (20-40%), altri (max 30%);
Rosato : Sangiovese (50-60%), Aglianico (20-40%), altri (max 30%);
Falanghina : Falanghina (min. 85%), altri (max 15 %);
Aglianico : Aglianico (min. 85%), altri (max 15 %);

*Il vino Solopaca nei tipi bianco e rosso, se prodotti con uve provenienti da parte dei territori del Comune di Solopaca, con una produzione per ettaro non superiore a 120 qli.per il bianco e 100 qli. per il rosso, con una gradazione alcolica non inferiore a 12% vol. per il bianco e 12,5% per il rosso, possono riportare, sull'etichetta, la dicitura Classico.
Il vino Solopaca nel tipo rosso, se invecchiato in botte per un anno e con gradazione alcolica minima del 12,50 %, può essere denominato superiore

Zona di Produzione : Solopaca, Castelvenere, Guardia Sanfrondi, San Lorenzo Maggiore e parte del territorio dei comuni di Cerreto Sannita, Faicchio, Frasso Telesino, Melizzano, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Telese, Vitulano.


Capri
D.P.R. 07.09.1977

Vitigni.
Bianco : Falanghina (min. 30 %), Greco (max 50 %), Biancolella (max 20 %);
Rosso : Piedirosso ( min. 80 %), altri (max 20%);

Zona di Produzione : Isola di Capri.


VESUVIO e LACRYMA CHRISTI del VESUVIO
D.P.R. 13.01.1983, D.M. 31.11.1991

Vitigni.
Bianco : Coda di volpe bianca (loc. detta Caprettone) e/o Verdeca (min. 80 %), Falanghina e/o Greco (max 20 %);
Rosso  : Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %), Aglianico (max 20 %);
Rosato : Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %), Aglianico (max 20 %);

Zona di Produzione : Boscotrecase, Trecase, San Sebastiano al Vesuvio E parte del territorio amministrativo dei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano,Portici, Cercola, Pollena – Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana.

Note: Qualora i vini raggiungano gradazioni alcoliche inferiori, ma comunque pari o superiori a 11% per il bianco, e a 10,50% per il rosso e il rosato, essi dovranno essere denominati Vesuvio e non potranno riportare in etichetta la dicitura Lacryma Christi.


Cilento
D.P.R. 03.05.1989, D.M. 28.02.1995

Vitigni.     
Bianco : Fiano (loc. detto Santa Sofia) (60-65 %), Trebbiano T. (20-30 %), Greco e/o
Malvasia b. (10-15 %), altri (max 10 %);
Rosso : Aglianico (60-75 %), Piedirosso e/o Primitivo (15-20 %), Barbera (10-20 %), altri (max 10 %);
Rosato : Sangiovese (70-80 %), Aglianico (10-15 %), Primitivo e/o Piedirosso (10-15 %), altri (max 10 %);
Aglianico : Aglianico (min. 85 %), Piedirosso e/o Primitivo (Max 15 %);

Zona di Produzione : Agropoli, Alfano, Ascea, Camerota, Campora, Capaccio, Cannalonga, Casaletto, Spartano, Casalvelino, Castellabate, Castelnuovo Cilento, Celle di Bulgheria, Centola, Ceraso, Cicerale, Cuccaro Vetere, Futani, Gioi Cilento, Giungano,Ispani, Laureana Cilento, Laurito, Lustra,
Magliano Vetere, Moio della Civitella, Montano Antilia, Montecorice,
Monteforte Cilento, Morigerati, Novi Velia, Ogliastro Cilento, Omignano, Orria, Perdifumo, Perito, Pisciotta, Pollica, Prignano Cilento, Roccagloriosa, Rofrano, Rutino, Salento, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, Santa Marina, Sapri, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella Cilento, Stio, Torchiara, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella, Trentinara, Vallo della Lucania e Vibonati.


Taburno
D.P.R 29.10.86, D.M. 02.08.1993

Vitigni.     
Bianco : Trebbiano T. (40-50%), Falanghina (30-40%), altri (max 30%);
Rosso : Sangiovese (40-50%), Aglianico (30-40%), altri (max30%)
Falanghina:  Falanghina (min. 85 %), altri (max 15 %);
Greco : Greco (min. 85 %), altri (max 15 %);
Coda di Volpe : Coda di volpe bianca (min. 85 %), altri (max 15 %);
Piedirosso : Piedirosso (min. 85 %), altri (max 15 %);

Zona di Produzione : Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto,Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Caudio.


Falerno del Massico
D.P.R.: 03.01.1989, D.M. 31.10.1993

Vitigni.     
Bianco : Falanghina in purezza;
Rosso * : Aglianico (60-80 %), Piedirosso (20-40 %), Primitivo e Barbera (max 20 %);
Primitivo ** :  Primitivo (min. 85 %), Aglianico con Piedirosso e/o Barbera (max 15 %);

* Il Falerno del Massico, rosso, se invecchiato per tre anni, di cui uno in botte, può riportare in etichetta la dicitura riserva.
** Il Falerno del Massico, Primitivo, se invecchiato per non meno di due anni, di cui uno in botte, può riportare in etichetta la dicitura riserva o vecchio.

Zona di Produzione : Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola.


Castel San Lorenzo
D.P.R.: 6.11.91

Vitigni.     
Bianco : Trebbiano T. (50-60 %), Malvasia B. (30-40 %), altri (max 20 %);;
Rosso : Barbera (60-80 %), Sangiovese (20-30 %), altri (max 20 %);
Rosato : Barbera (60-80 %), Sangiovese (20-30 %), altri (max 20 %);
Barbera ** : Barbera (min. 85 %), altri (max 15 %);
Moscato * : Moscato B. (min. 85 %), altri (max 15 %);


* Il Castel San Lorenzo, Moscato, se immesso al consumo con una gradazione alcolica non inferiore a 13,50%, di cui l'8,50 % svolti, può riportare in etichetta la dicitura lambiccato.
** Il Castel San Lorenzo, Barbera, se invecchiato per non meno di 2 anni, di cui almeno 6 mesi in botte, e con una gradazione alcolica non inferiore a 12,50%, può riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Castel San Lorenzo, Bellosguardo, Felitto ed in parte quello dei comuni di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati.


Asprinio di Aversa
D.P.R.: 31.07.1993, D.M. 09.02.1994

Vitigni Bianco : Asprinio (min. 85 %), altri (max 15 %);

Zona di Produzione : Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce,
Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola – Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Giugliano, Qualiano e Sant’Antimo.


Guardiolo o Guardia Sanframondi
D.P.R.: 02.08.1993

Vitigni.     
Bianco : Malvasia di Candia (50-70 %), Falanghina (20-30 %), altri (max 10 %);
Rosso : Sangiovese (min. 80 %), altri (max 20 %);
Rosato : Sangiovese (min. 80 %), altri (max 20 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), atri (max 10 %);
Aglianico : Aglianico (min. 90 %), altri (max 10 %);

Il Guardiolo, rosso e Aglianico se invecchiati per almeno 2 anni, di cui almeno 6 mesi in botte e con una gradazione alcolica non inferiore a 12,50%, possono riportare in etichetta la dicitura riserva. Il Guardiolo, rosso può essere utilizzato per produrre un vino novello.

Zona di Produzione : Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo e
Castelvenere.


Sant’Agata dei Goti
D.P.R. 3.8.1993

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (40-60 %), Greco (40-60 %), altri (max 20 %);
Rosso * : Aglianico (40-60 %), Piedirosso (40-60 %), altri (max 20 %);
Rosato : Aglianico (40-60 %), Piedirosso (40-60 %), altri (max 20 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), atri (max 10 %);
Greco : Greco (min. 90 %), altri (max 10 %);
Aglianico ** : Aglianico (min. 90 %), altri (max 10 %);
Piedirosso *** : Piedirosso (min. 90 %), altri (max 10 %);

* Il “Sant'Agata de' Goti” rosso può essere utilizzato per designare il vino “Novello”ottenuto seguendo le vigenti norme per i vini novelli.
** Il Sant'Agata dei Goti,Aglianico, se invecchiato per almeno 2 anni in botte e uno in bottiglia, e in possesso di una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva.
*** Il Sant'Agata dei Goti , Piedirosso, se invecchiato per almeno 2 anni in botte, con una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva
Zona di Produzione : Sant’Agata dei Goti.


Penisola Sorrentina, Gragnano, Lettere, Sorrento
D.M. 3.10.1994

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (min. 40 %), Biancolella e/o Greco (max 20 %), altri (max 40 %);
Rosso : Piedirosso (loc. detto Per' e Palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella ) e/o Aglianico (max 20 %), altri (max 40 %);
Rosso frizzante naturale : Piedirosso (loc. detto Per' e Palummo ) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella ) e/o Aglianico (max 20 %), altri (max 40 %);
 
Il vino Penisola Sorrentina, rosso frizzante può essere denominato Gragnano o Lettere se deriva da uve provenienti da vigneti siti nei comuni di di Gragnano, Pimonte e Castellammare di Stabia (in parte) - per il Gragnano - Lettere, Casola, Sant'Antonio Abate (in parte) - per il Lettere. In tal caso le produzioni non devono superare i 90 qli/Ha e la gradazione alcolica non deve essere inferiore a 11%

Zona di Produzione : Gragnano, Pimonte, Lettere, Casola di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Meta, Sant’Agnello, Massa Lubrense, Vico Equense, Agerola e parte del territorio dei comuni di Sant’Antonio Abate  e Castellamare di Stabia.

 


Campi Flegrei
D.M. 3.10.1994

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (50-70 %), Biancolella e/o Coda di volpe bianca (10-30 %), altri (max 30%);
Rosso : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (50-70%), Aglianico e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (10-30 %), altri (max 30 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), altri (max 10 %);
Per 'e palummo o Piedirosso * : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 90 %), altri (max 10 %);

* Il Campi Flegrei, Per 'e Palummo o Piedirosso, se invecchiato per almeno 2 anni, in possesso di una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte dei comuni di Napoli e Marano di Napoli.


Costa d’Amalfi, Furore, Ravello e Tramonti
D.M. 10.08.1995

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (loc. detta Biancazita) (min. 40 %), Biancolella (loc. detta Biancatenera ) (min. 20 %), atri (max 40 %);
Rosso *: Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella) e/o Aglianico (max 60%), atri (max 40%);
Rosato : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc detto Olivella) e/o Aglianico (max 60 %), altri (max 40 %);

I vini Costa d'Amalfi, bianco, rosso e rosato, ottenuti in vigneti siti nei comuni di Furore, Praiano, Conca dei Marini, e Amalfi, con produzioni non superiori a 90 qli/Ha, per il rosso e rosato, e 100 qli/Ha, per il bianco, possono essere denominati Furore, se immessi al consumo con gradazione alcolica non è inferiore a 11% e 11,50 %, rispettivamente.

I vini Costa d'Amalfi,bianco, rosso e rosato possono esser denominati Ravello,se provenienti da vigneti siti nei comuni di Ravello, Scala, Minori e Atrani con produzioni non superiori a 120 qli/Ha per il bianco, e 110 qli/Ha, per il rosso e rosato, se immessi al consumo con gradazione alcolica non inferiore a 11%vol per il bianco e 11.5% per il rosso.

I vini Costa d'Amalfi,bianco, rosso e rosato possono esser denominati Tramonti se provenienti da vigneti siti nei comuni Tramonti e Maiori, con produzioni non superiori a 120 qli/Ha per il bianco, e 110 qli/Ha, per il rosso e rosato, se immessi al consumo con gradazione alcolica non inferiore a 11%vol per il bianco e 11.5% per il rosso.
* I vini Ravello, Furore e Tramonti, rosso se invecchiati per due anni, di cui uno in botte, potranno riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Tramonti, Furore, Praiano, Positano, Amalfi, Conca dei Marini.

 

Galluccio
D.D. 4.08.1997

Vitigni.     
Bianco : Falanghina minimo 70% e altri a bacca bianca max 30%
Rosso : Aglianico minimo 70% e altri a bacca nera max 30%
Rosato : Aglianico minimo 70% e altri max 30%;

Il Galluccio, rosso, se di gradazione non inferiore a 12%vol e sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botte, può portare in etichetta la specificazione "riserva".

Zona di Produzione : Conca della Campania, Galluccio, Mignano Monte Lungo,  Rocca d’Evandro e  Tora e Piccilli.


Sannio
D.D.: 5.08.1997

Vitigni.     
Bianco *: Trebbiano toscano (min. 50%), altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 50%):
Rosso *: Sangiovese 50%, altri vitigni a bacca nera autorizzati (50%);
Rosato *: Sangiovese 50%, altri vitigni a bacca nera autorizzati (50%);
Barbera ** : Barbera minimo 85%altri vitigni a bacca nera autorizzati (max15%);
Coda di Volpe ** : Coda di Volpe minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Falanghina ** : Falanghina minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Fiano ** : Fiano minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Greco ** : Greco minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Moscato ** : Moscato minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Aglianico ** : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Piedirosso ** : Piedirosso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Sciancoso ** : Sciancoso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).

* E' prevista la tipologia frizzante
** E' prevista la tipologia spumante

Zona di Produzione : Intera provincia di Benevento.


Irpinia
D.M.:13.09.2005

Vitigni.     
Bianco : Greco minimo 40%, Fiano minimo 40% altri a bacca bianca autorizzati max 20% ;
Rosso : Aglianico minimo 70%, altri vitigni a bacca nera autorizzati max 30%;
Rosato : Aglianico minimo 70%, altri vitigni a bacca nera autorizzati max 30%;
Coda di Volpe : Coda di Volpe minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Falanghina *  : Falanghina minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Fiano  *: Fiano minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Greco * : Greco minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Aglianico  : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Piedirosso  : Piedirosso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Sciancoso  : Sciancoso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).
Campi Taurasini  : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).

* E' prevista la tipologia spumante

Zona di Produzione : Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore,Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle, Venticano, Gesualdo, Villamaina, Torella dei Lombardi, Grottaminarda, Melito Irpino, Nusco, Chiusano San Domenico.

 

Casavecchia di Pontelatone
D.M.:08.11.2011

Vitigni

Rosso : Casavecchia minimo 85%, altri vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati max 15;

Zona di Produzione : Liberi e Formicola e parte dei comuni di
Pontelatone, Caiazzo, Castel di Sasso, Castel Campagnano, Piana di
Monte Verna e Ruviano.

IGT

I.G.T.

  • Colli di Salerno (D.D. 22.11.95)
  • Dugenta (D.D. 22.11.95)
  • Epomeo (D.D. 22.11.95)
  • Paestum (D.D. 22.11.95)
  • Pompeiano (D.D. 22.11.95)
  • Roccamonfina (D.D. 22.11.95)
  • Beneventano (D.D. 22.11.95)
  • Terre del Volturno (D.D. 22.11.95)
  • Campania (D.M. 19.10.2004)
  • Catalanesca del Monte Somma (D.M. 02.08.2011)
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EnoSpace, Vino e dintorni....

Venerdì, 02 Dicembre 2011 16:57

Ciao e benvenuto sul sito EnoSpace, il network del vino.

Pubblicato in Non categorizzato

Zone di produzione in Campania

Venerdì, 25 Novembre 2011 14:25

Nella mappa sono indicate le principali zone di produzione del vino in Campania.

Con ogni probabilità la Campania è stata la prima zona di produzione del vino in Italia.

Nell’antica Pompei, infatti, c’erano circa 200 taverne e delle 31 antiche ville portate alla luce, ben 29 appartenevano a famiglie impegnate nel settore vinicolo. Non è difficile da credere se si pensa che la culla dell’occidente è proprio tra i Campi Flegrei e l’isola d’Ischia.

Qui nel 730 a.C. i greci fondarono la loro prima colonia, Cuma, e sempre qui, proprio ad Ischia, è stato rinvenuto il primo bicchiere da degustazione del mondo occidentale : la Coppa di Nestore. Segno che il vino era ben conosciuto e ben considerato.

Non dimentichiamo che la Magna Grecia è nata proprio qui sbocciando sull’immenso bagaglio culturale portato dagli Ellenici. Anche questo porta a credere che la maggior parte dei vitigni presenti in questa regione siano proprio di origine Ellenica: aglianico, greco, fiano, falangina, piedirosso, biancolella…

Campania, dunque, terra di vino sin dall’antichità. Ancora : a Pompei e ad Ercolano sono state rinvenute anfore contenenti vino che venivano sigillate e sulle quali venivano annotate la zona di origine delle uve e l’anno della vendemmia segno che già allora era vivo il concetto di denominazione d’origine ovvero l’importanza che rivestiva il territorio di coltivazione delle uve per la qualità del vino.

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