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Martedì, 20 Dicembre 2016 16:37

Piedirosso dei Campi Flegrei DOC 2013 di Agnanum

Raffaele Moccia è ritenuto, a ragione, un grande maestro del piedirosso perché è stato tra i primi a capire come meglio trattare questo difficile vitigno. È grazie a persone come Raffaele che il piedirosso sta vivendo una nuova stagione in cui, per fortuna, non c'è più spazio per le "tipiche puzzette" e diventa, vivaddio, sempre più facile imbattersi in vini nobili ed eleganti. Quella dell'azienda Agnanum può tranquillamente essere annoverata nell'ambito della "viticultura eroica" italiana. Infatti, i circa quattro ettari di vigneto dell'azienda, si trovano all'interno del cratere degli Astroni; la vigna è allevata sopra stretti terrazzamenti ricavati su un terreno scosceso e sabbioso. Siamo ad Agnano, zona di produzione della doc Campi Flegrei appartenente al comune di Napoli.

Affinato in acciaio, il Piedirosso dei Campi Flegrei DOC 2013 di Agnanum è un vino sontuoso. Il colore è rosso rubino-porpora vivo, il naso, potente ed elegante, è vinoso, sa di piccoli frutti rossi, di amarena e ancora di note speziate,leggermente pepato, di erbe e di fiori; il sorso è succoso e corposo, fresco e sapido, vellutato e beverino, e la corrispondenza gusto-olfattiva totale. Un gran bel vino, piacevolissimo dal primo all'ultimo sorso.

 

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Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Colli di Salerno Piedirosso I.G.T. 2014 Giuseppe Apicella. Siamo a Tramonti in provincia di Salerno. Qui, tra i Monti Lattari ed il mare della Costiera Amalfitana, la famiglia Apicella produce vino dai 7 ettari di vigneti di proprietà. Il piedirosso di Apicella è un vino poco omologato, poco incline alla ricerca di note dolci e per questo molto tipico. Il colore è un rosso rubino limpido e poco carico, con riflessi violacei. Il naso è schietto, un buon equilibrio tra le note floreali e quelle fruttate. Sentori di geranio e viola si alternano con quelli di frutti rossi. Distinguiamo anche un’appena accennata nota erbacea. In bocca è piacevole, fresco e persistente con tannini dolci e morbidi. Il vino, da bere giovane, è molto versatile dal punto di vista degli abbinamenti. Si sposa bene con piatti tipo la zuppa di pesce, con la pizza, con carni bianche al forno o con fettine di carne alla pizzaiola.

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Mercoledì, 01 Aprile 2015 16:41

Piedirosso Campi Flegrei DOP 2013 Cantine Astroni

Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Piedirosso Campi Flegrei DOP 2013 delle Cantine Astroni Linea Tradizione. Cantine Astroni, azienda vitivinicola tra le più antiche della Campania, ha sede al confine tra Napoli e Pozzuoli, nel cuore dei Campi Flegrei sulle pendici del Cratere Astroni, oasi del WWF.

All’analisi sensoriale il vino, ottenuto dalla vinificazione di uve piedirosso, si presenta di colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso dominano inizialmente note tostate ed affumicate seguite da quelle di piccoli frutti rossi selvatici che emergono successivamente e che vanno a completare il bouquet. In bocca è secco, abbastanza caldo, fresco, abbastanza persistente. Complessivamente un vino dal sorso piacevole da bere giovane.

 

Martedì, 22 Luglio 2014 16:47

Piedirosso dei Campi Flegrei DOC Grotta del Sole

Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Certo non potevano mancare, in questa nostra rubrica, riferimenti ai vini dell'azienda di Quarto, da sempre impegnata nella valorizzazione delle più importanti zone di produzione vitivinicola della nostra regione.  

Qui ci riferiamo al Piedirosso dei Campi Flegrei DOC Grotta del Sole, vino rosso ottenuto dalla vinificazione di uve Piedirosso al 100%.

Si presenta di colore rosso rubino porpora, quasi impenetrabile. Al naso, molto denso, si distinguono note fruttate, floreali e speziate. Ecco, quindi, riconoscimenti di prugna rossa, viola passita e spezie dolci. Il sorso è gradevole, secco, quasi asciutto, morbido, appena caldo. Il frutto è integro ed in chiusura di bocca, piacevole ritorno balsamico.

 

Lunedì, 02 Dicembre 2013 17:20

Piedirosso Sannio DOC di Mustilli

Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Piedirosso Sannio DOC di Mustilli. Si tratta di un vino rosso ottenuto dalla vinificazione di uve Piedirosso al 100% della zona di Sant’Agata de’ Goti.

Si presenta con un bel colore rosso rubino con riflessi violacei, luminoso, limpido e poco intenso. Al naso è floreale, con sentori di geranio, fruttato ed infine leggermente speziato. In bocca è pulito, fresco e ben equilibrato. Tannini ed alcol appena percettibili, ne fanno un vino di pronta beva che ben si apprezza anche a temperature più basse rispetto a quelle a cui siamo abituati, in genere, a degustare i vini rossi.

Ottimo, infine, il rapporto qualità/prezzo.

Lunedì, 29 Ottobre 2012 17:43

Piedirosso (Per' e palummo)

PiedirossoDopo l’Aglianico il Piedirosso è il vitigno autoctono a frutto rosso più diffuso in Campania. La sua zona di coltivazione principale sono i Campi Flegrei, dove rappresenta il vitigno a bacca nera prevalente.

Il suo nome dialettale, Per’ e palummo, deriva da una peculiarità morfologica del rachide: il colore rosso dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi. Il Piedirosso ha origini antichissime ed era già noto ai tempi della Campania felix di Orazio e viene decantatato nel Naturalis Historiae di Plinio.

Il piedirosso è un vitigno molto vigoroso dalla produzione non eccessiva. Nei diversi areali viticoli era allevato tradizionalmente con forme espanse, vista la sua elevata produzione di legno. In molte zone dell’area vesuviana, in particolar modo a Terzigno, è tuttora allevato da alcuni produttori in un modo che è definito ‘a pratese’: le viti sono legate tra di loro in forma bassa e con l’uso di pochi pali di sostegno, questo porta a formare un nutrito “labirinto” di tralci fra i quali risulta a volte difficile muoversi. D’altra parte, mostra anche un buon adattamento all’allevamento a spalliera, con potature piuttosto generose che consentano alla pianta di raggiungere un discreto equilibrio vegeto-produttivo.

Il Piedirosso , indenne alla filossera, è a “piede franco” uno dei pochi casi nella nostra penisola. La sua naturale resistenza all’oidio e alla botrytis, fa si che questo vitigno ben risponda alla coltivazione con metodo biologico.

La raccolta dell’uva è effettuata nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda decade di ottobre, a seconda della zona produttiva. Il mosto che ne deriva presenta un elevato grado zuccherino, mentre l’acidità si attesta su valori medi. Il vino che si ottiene ha carattere fine ed elegante, con profumi di fiori rossi e frutta matura.

Il vitigno Piedirosso si trova vinificato in purezza, oppure, sfruttando le sue caratteristiche di finezza; in uvaggio con altri vitigni locali quali l'Aglianico o lo Sciascinoso nei quali viene usato come elemento migliorativo ed attenuante.

Riepilogo caratteristiche Piedirosso

Colore bacca: Nera

Caratteristiche varietali: Il vitigno Piedirosso ha le seguenti caratteristiche varietali:

  • Foglia: media, orbicolare, tri o pentalobata
  • Grappolo: medio, medio-grande, tozzo, tronco-piramidale, con due ali, spargolo, con peduncolo e raspo di colore rossastro
  • Acino: medio-grande, sferoidale Buccia: spessa, pruinosa, di colore rosso-violaceo

Caratteristiche produzione: Il vitigno Piedirosso ha buona vigoria, maturazione medio-precoce, produzione abbondante e regolare.

Caratteristiche vino: Il vitigno Piedirosso dà un vino di colore rosso rubino intenso, al naso è fruttato con note di violetta, ricco di corpo, lievemente tannico.

Pubblicato in Campania
Lunedì, 30 Gennaio 2012 15:40

I principali vitigni in Campania

Tra le varietà autoctone campane che riescono ad esprimere i vini di maggiore livello qualitativo sicuramente bisogna elencare il Piedirosso, la Falanghina, la Coda di Volpe, il Fiano e il Greco.

Il Piedirosso è un vitigno a bacca rossa che deve il suo nome ai suoi "piedi rossi" ovvero ai suoi raspi che, nella fase di avanzata maturazione dei grappoli, assumono un caratteristico coloro rosso (in dialetto viene chiamato Pèr ‘e Palummo, cioè "piede del palombo", per via del terminale del raspo simile alla zampa del piccione). E' un vitigno da sempre utilizzato negli uvaggi ma vinificato da solo ha dimostrato di poter produrre vini dalla spiccata personalità gusto-olfattiva, offrendo ottimi risultati anche in surmaturazione.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca di origine greca. La sua maturazione tardiva consente ai produttori di modulare a proprio piacimento il periodo della raccolta, spesso in epoca di surmaturazione, in modo da ottenere profili di acidità e alcool coerenti con la propria idea di piacevolezza dei prodotti. E' a questo che si deve l'enorme differenza qualitativa delle numerose etichette presenti oggi sul mercato nonché ad un enorme successo di vendite che ha spinto i produttori ad aumentare le rese e a produrre dei vini di basso spessore qualitativo.

Pubblicato in Viti e territorio

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