Chiamaci 3355744459

L'Azienda San Giovanni nasce da un progetto di Mario Corrado e Ida Budetta e sorge a Punta Tresino di Castellabate, a picco sul mare. In questo luogo paradisiaco, un’area doppiamente protetta dal parco del Cilento e da quello marino di Punta Tresino, circondati da macchia mediterranea, si trovano i 4 ettari vitati di proprietà. Qui le condizioni pedoclimatiche sono molto favorevoli per la produzione di uve sane e di alta qualità, perché ci troviamo in bassa collina a contatto col mare, in una zona molto ventilata, soleggiata e riparata alle spalle dalle cime delle colline più alte. L'azienda produce in totale circa 20.000 bottiglie di vino all'anno, mentre il "Tresinus" viene prodotto in soli 3.000 esemplari, vinificato ed affinato in solo acciaio.

Il "Tresinus" 2015 è un vino bianco solare, fresco ed allegro. Agli occhi si presenta con un bel colore giallo paglierino splendente. Al naso, esile e delicato, è un susseguirsi di odori mediterranei, frutta estiva, macchia, erbe, lievi note agrumate, muschio. Il sorso è fresco, sapido e di buona struttura. Il "Tresinus" 2015 è un vino bianco importante ma neanche per un istante la sua struttura e alcolicità (13,5%) rallentano o appesantiscono la beva che, al contrario, risulta leggera,fresca e veloce. Insomma proprio un grande bianco in perfetto equilibrio.

Pubblicato in Degustazioni

Wine Fitness sul Fiano del Cilento

Mercoledì, 05 Luglio 2017 14:58

Si è svolto giovedi 29 giugno 2017, presso il ristorante pizzeria "La Frasca" a Pozzuoli, un nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi degli Enodegustatori Campani. Riflettori puntati, questa volta, sui vini ottenuti da uve fiano coltivate nel Cilento, zona in cui, grazie alla sua ottima versatilità, il vitigno fiano ben si è adattato. La conferma è arrivata dall'assaggio dei cinque vini previsti in degustazione. Cinque vini di cinque diverse aziende prodotti in cinque posti diversi.

Pubblicato in Eventi

Il Fiano del Cilento

Mercoledì, 21 Giugno 2017 14:43

Il Cilento,è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno, nella zona meridionale della regione. La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e a est dal Vallo di Diano. Si fa derivare il nome da “cis Alentum” ("al di qua dell'Alento"), anche se il fiume non ne segna più il confine. E’ una zona molto ampia che attraversa numerosi comuni della costa e dell'entroterra, da Agropoli (roccaforte dei pirati saraceni), a Sapri e poi ancora verso l'interno, al confine con la Basilicata.

Pubblicato in Viti e territorio

Fiano

Mercoledì, 19 Dicembre 2012 12:26

FianoIl Fiano è un vitigno a bacca bianca coltivato soprattutto nell'avellinese dove, grazie ad un clima mite in estate ma rigido d'inverno, con giornate calde e notti fredde e suoli argillosi e fertili, raggiunge risultati straordinari e da origine al vino Docg Fiano di Avellino.

Le origini di questa varietà sembrano risalire all'epoca romana, periodo nel quale tale vitigno era conosciuto sotto il nome di Vitis apiana.

Ha foglia orbicolare, di media grandezza, trilobata o pentalobata; grappolo piccolo o medio, serrato, piramidale con un'ala piuttosto sviluppata; acino medio, ellissoidale, con buccia resistente giallo dorata, con scarsa pruina. Ha buona vigoria e dà ottimi risultati in terreni di origine vulcanica ma, essendo un'uva molto versatile, rende bene anche su terreni argillosi e pesanti. Matura tra fine settembre ed inizio ottobre. Molti sono i sinonimi fra cui ricordiamo Fiore Mendillo, Minutola, Fiana o Foiana, Latino Bianco.

Nella sua zona d’elezione, l'Irpinia appunto, viene coltivato ad altitudini tra 400 e 700 metri. In quest'area si possono distinguere terroir molto differenti, con caratteristiche differenti e differenti sono i vini che qui si producono. Ad esempio troviamo vini rotondi e bilanciati nella zona di Lapio, molto opulenti verso Summonte, particolarmente minerali a Montefredane oppure molto delicati e eleganti verso San Michele.

Più in generale possiamo dire che il Fiano, soprattutto il Fiano di Avellino, è un vitigno capace di dar vita a vini di grande complessità, finezza aromatica e capacità di invecchiamento. Si presenta in genere con un colore giallo paglierino più o meno intenso con i tipici aromi di nocciola tostata, pera e spezie, caratterizzato da lunga persistenza e spesso grande complessità.

Riepilogo caratteristiche salienti:

Vigoria: elevata

Epoca di germogliamento: medio-precoce

Epoca di maturazione: media (tra fine settembre ed inizio ottobre)

Produzione: media e abbastanza costante

Peso medio del grappolo: medio-basso

Acino: medio, ellissoidale

Esigenze colturali: a causa dell'elevato vigore e della bassa fertilità delle gemme basali si adatta meglio a potature lunghe e ricche.

Sensibilità alle avversità: nella media, più sensibile all'oidio e all'acinellatura.

Potenziale enologico: conferisce un colore giallo paglierino scarico, un profumo fine e un sapore fresco e asciutto.

 

Pubblicato in Campania

Avellino

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

L’Irpinia è la patria dei più grandi vini della regione, innanzitutto il Taurasi, prima docg della Campania, successivamente affiancata da due immensi bianchi, il Fiano e il Greco, e, recentemente, dall'aglianico del Taburno.

Dall’aglianico coltivato sulle zolle calcaree, pietrose e argillose nell’area dell’antico borgo di Taurasi, allevato perlopiù a spalliera bassa, dopo tre anni di invecchiamento necessari a domare tannini ribelli e impetuosi, nasce il Taurasi, vino complesso, concentrato, elegante e dalla personalità affascinante ed unica. Vino difficile, ostico che, se non vinificato con attenzione, stenta all'inizio a dare il meglio di sè. Ma, superate le difficoltà iniziali, una volta smussati gli angoli delle giovanili sensazioni gustative di asprezza e astringenza, ecco che ci troviamo di fronte un vino infinitamente grande, fra quelli campani, il vino più affascinante e di spessore.
Dall'aglianico, a seconda del terroir, nascono vini diversi ma tutti caratterizzati da un'austera muscolosità che culminano proprio nel Taurasi, un vino robusto ma che non è mai eccessivo. Nella sua espressione più alta, è infatti elegante, con una buona dose di tannini derivanti dal suolo calcareo, ma morbidi e avvolgenti, con un buon frutto e forti sentori di spezie già a pochi mesi dalla vendemmia. Ha notevole capacità d'invecchiamento, anche oltre i dieci anni, e con l'evoluzione raggiunge aromi complessi di liquerizia, sottobosco e caffé.
Eccezionali anche i bianchi irpini, greco di Tufo e fiano, forti, concentrati e profumati, di grande serbevolezza. Il greco di Tufo, vitigno ellenico, fa parte della famiglia delle uve greche presenti, con vari nomi, un po' in tutt'Italia. Grazie ad un terroir particolare, Tufo era ricco di miniere di zolfo, che restituisce a quest'uva, e al vino, profumi e caratteristiche molto peculiari, qui si ottiene un prodotto molto particolare. Rispetto al cugino fiano ha minori profumi ed è più nervoso e difficile da interpretare. Il fiano inizialmente veniva coltivato per ottenere un vino dolce. E, forse, proprio per questo il fiano è stato per anni poco conosciuto e apprezzato, per essere poi riscoperto solo da quando si è iniziato a vinificarlo secco. Vitigno tipico dell’area irpina, da qualche anno sta dando grandi risultati, in struttura e profumi, anche nel Cilento. Si tratta certamente di uno dei vini più eleganti del Sud: basse rese naturali, grandi estratti secchi, il fiano è complesso, strutturato, con profumi di frutta matura, anche tropicale, di fiori gialli e sentori di nocciola.

Torna all'articolo  o continua a scoprire le principali zone vitivinicole delle singole province:

Pubblicato in Campania

I principali vitigni in Campania

Lunedì, 30 Gennaio 2012 15:40

Tra le varietà autoctone campane che riescono ad esprimere i vini di maggiore livello qualitativo sicuramente bisogna elencare il Piedirosso, la Falanghina, la Coda di Volpe, il Fiano e il Greco.

Il Piedirosso è un vitigno a bacca rossa che deve il suo nome ai suoi "piedi rossi" ovvero ai suoi raspi che, nella fase di avanzata maturazione dei grappoli, assumono un caratteristico coloro rosso (in dialetto viene chiamato Pèr ‘e Palummo, cioè "piede del palombo", per via del terminale del raspo simile alla zampa del piccione). E' un vitigno da sempre utilizzato negli uvaggi ma vinificato da solo ha dimostrato di poter produrre vini dalla spiccata personalità gusto-olfattiva, offrendo ottimi risultati anche in surmaturazione.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca di origine greca. La sua maturazione tardiva consente ai produttori di modulare a proprio piacimento il periodo della raccolta, spesso in epoca di surmaturazione, in modo da ottenere profili di acidità e alcool coerenti con la propria idea di piacevolezza dei prodotti. E' a questo che si deve l'enorme differenza qualitativa delle numerose etichette presenti oggi sul mercato nonché ad un enorme successo di vendite che ha spinto i produttori ad aumentare le rese e a produrre dei vini di basso spessore qualitativo.

Pubblicato in Viti e territorio

EnoBlogRoll

Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità definita. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Alcune immagini presenti su questo sito sono state reperite su internet e liberamente riprodotte. Chiunque voglia rivalerne la paternità o chiederne l'eliminazione, scriva a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Link utili
 
Associazione "Enodegustatori Campani"
Privacy Policy