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Buoni vini sotto i dieci euro...

Coda di volpe DOP Sannio 2014 Fattoria La Rivolta, azienda situata a Torrecuso in provincia di Benevento. Prodotto esclusivamente da uve d'agricoltura biologica Coda di Volpe, il vino è caratterizzato da un colore oro paglierino chiaro, vivo e lucente. Il bouquet floreale e fruttato, con nuances di ginestra prima e di pesca bianca e mandorle poi, invita all'assaggio. In bocca il vino è sapido e fresco. Il sorso è piacevole e va giù pulito con le sue note di frutta. Finale lungo che richiama subito un altro sorso.

Vino ben fatto, che si fa bere e ricordare per un prossimo acquisto, visto anche il suo prezzo invitante.

Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Amineo Coda di Volpe DOC Taburno della Cantina del Taburno, cantina di riferimento della zona. Si tratta di un vino bianco ottenuto dalla vinificazione di uve Coda di Volpe al 100%.

Si presenta con un vivace e lucente colore giallo paglierino. Al naso è delicato con evidenti note fruttate; si distinguono note di pesca, di mela e, nel finale, un accenno di nota erbacea. Il sorso è gradevole, secco, caldo e ben equilibrato. La nota acida iniziale è seguita da un'accattivante mineralità e da un persistente finale di frutta esotica matura.

 

Giovedì, 01 Novembre 2012 18:54

Coda di volpe

coda di volpeIl vitigno Coda di volpe prende il nome dalla forma lunga e affusolata della pigna matura, simile, appunto, alla coda del piccolo predatore. Si tratta di un vitigno autoctono antico, sconosciuto fuori dalla regione, ma molto diffuso in Irpinia nella zona di Taurasi, nel Sannio e sul Vesuvio, dove viene chiamato anche caprettone.

Il vitigno probabilmente è di origine romana (è infatti citata da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia), e sino al 1985 veniva utilizzato soprattutto come uva da taglio per il Greco di Tufo e il Fiano. Il ricorso ad una potatura delle vigne per ottenere una bassa resa per ettaro, la vinificazione in purezza con pressatura soffice usando tecnologia moderna, l’affinamento in bottiglia, e l’anticipo della vendemmia a metà settembre per ottenere un vino con maggiore acidità, hanno portato alla valorizzazione delle potenzialità della Coda di volpe ed alla “nascita” di un vino ottimo, che ha davvero poco da invidiare agli altri bianchi campani, un vino di buona produzione alcolica, dal colore giallo dorato, con un leggero aroma gradevole, non molto intenso.

Agronomicamente la coda di volpe è un vitigno poco vigoroso con produzioni non eccessive, a maturazione raggiunge elevati livelli in zuccheri mentre l'acidità totale è piuttosto bassa: proprio per questo ci sono sempre stati molti dubbi sull'opportunità dell'uso del legno e la stragrande maggioranza dei produttori si è orientata per l'acciaio.

La zona del Taburno, su cui insistono due doc, Sannio e, appunto, Taburno, sembra essere particolarmente vocata per questo vitigno

Riepilogo caratteristiche

Nome:Coda di volpe o  Coda di volpe bianca

Cenni Storici: vitigno descritto da Plinio con il nome Alopecia. Un tempo, in Campania, veniva coltivato anche un Coda di Volpe a bacca rossa, considerato di minore qualità.

Caratteri Ampelografici:

  • foglia grande, pentagonale, pentalobata
  • grappolo grande, piramidale, alato, semi serrato o spargolo
  • acino piccolo, sub rotondo, buccia pruinosa, consistente dal colore verde-giallastro.

Maturazione: medio-tardiva

Vigoria: media

Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dal sapore leggermente abboccato, leggero che, con l'invecchiamento assume un sapore asciutto, di buona gradazione alcolica e povero di corpo.

 

Pubblicato in Campania
Lunedì, 30 Gennaio 2012 15:40

I principali vitigni in Campania

Tra le varietà autoctone campane che riescono ad esprimere i vini di maggiore livello qualitativo sicuramente bisogna elencare il Piedirosso, la Falanghina, la Coda di Volpe, il Fiano e il Greco.

Il Piedirosso è un vitigno a bacca rossa che deve il suo nome ai suoi "piedi rossi" ovvero ai suoi raspi che, nella fase di avanzata maturazione dei grappoli, assumono un caratteristico coloro rosso (in dialetto viene chiamato Pèr ‘e Palummo, cioè "piede del palombo", per via del terminale del raspo simile alla zampa del piccione). E' un vitigno da sempre utilizzato negli uvaggi ma vinificato da solo ha dimostrato di poter produrre vini dalla spiccata personalità gusto-olfattiva, offrendo ottimi risultati anche in surmaturazione.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca di origine greca. La sua maturazione tardiva consente ai produttori di modulare a proprio piacimento il periodo della raccolta, spesso in epoca di surmaturazione, in modo da ottenere profili di acidità e alcool coerenti con la propria idea di piacevolezza dei prodotti. E' a questo che si deve l'enorme differenza qualitativa delle numerose etichette presenti oggi sul mercato nonché ad un enorme successo di vendite che ha spinto i produttori ad aumentare le rese e a produrre dei vini di basso spessore qualitativo.

Pubblicato in Viti e territorio

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