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Serata wine Fitness, Aglianico del Cilento

Domenica, 26 Gennaio 2020 20:16

Primo appuntamento Wine Fitness, la palaestra dei sensi degli Enodegustatori Campani, del nuovo anno dedicato all'Aglianico del Cilento.

Il Cilento, è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno, nella zona meridionale della regione. La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e a est dal Vallo di Diano. Si fa derivare il nome da “cis Alentum” ("al di qua dell'Alento"), anche se il fiume non ne segni più il confine. È una zona molto ampia che attraversa numerosi comuni della costa e dell'entroterra, da Agropoli (roccaforte dei pirati saraceni), a Sapri e poi ancora verso l'interno, al confine con la Basilicata.

La viticoltura nel Cilento affonda le sue radici, come in tutto il Meridione d’Italia, nell’antica tradizione ellenica. Nel corso dei secoli la coltivazione della vite nel Cilento si è sviluppata costantemente ed intensamente su tutto il territorio. A metà del XIX secolo i vitigni più diffusi erano aglianico, guarnaccia, piedirosso, mangiaguerra, malvasia e santa sofia, una specie varietale autoctona cilentana spesso confusa con il fiano che, invece, è stato impiantato per la prima volta nel Cilento, negli anni ’70.

Abbiamo scelto per quest'appuntamento l’aglianico, perché si tratta di una specie varietale storica del Cilento, in quanto fu introdotta in questo territorio già nel VI secolo a.C. da parte di stirpi elleniche: i Sibariti, che fondarono Poseidonia, l'attuale Paestum, ed i Focei, che eressero Elea, rinominata in seguito Velia dai Romani, ritenuta da molti la culla della filosofia, in quanto ha dato i natali a Parmenide e Zenone, due dei filosofi più importanti dell’antichità che diedero vita alla scuola eleatica.

L’Aglianico è l’uva a bacca rossa che regna nel sud peninsulare, in grado di dare vini potenti e strutturati, tali da venire a torto o ragione paragonati al Barolo per qualità e longevità. Gli amanti dell'Aglianico non amano questo paragone in quanto ritengono che questo vitigno abbia ben pochi rivali per grinta, complessità aromatica, espressione territoriale: insomma l’Aglianico ha molto da dire di suo, fiero interprete delle differenze tra territori di appartenenza come l’Irpinia, il Sannio, il Vulture e il Cilento appunto.

Come dicevamo questo straordinario vitigno giunge nel Cilento, presumibilmente, tra il VII-VI secolo a.C.. Si tratta di un vitigno molto esigente che predilige le aree collinari di origine vulcanica e soffre le temperature troppo alte. Si caratterizza con una fase di invaiatura e di maturazione tardiva e porta in eredità un corredo polifenolico contraddistinto da tannini difficili da addomesticare. Il Cilento gli regala un patrimonio pedoclimatico perfetto molto più simile a quello lucano che a quello campano, questa zona infatti, in passato, era parte della Lucania occidentale e ne conserva usanze e cultura. Il territorio è molto vasto e variegato e presenta caratteristiche pedo-climatiche molto diverse tra di loro, andando da paesi posti lungo la costiera a quelli interni posti su colline e montagne che arrivano a sfiorare i duemila metri. Anche dal punto di vista geologico il Cilento è molto vario presentando suoli costituiti dalle tipiche “rocce sedimentarie” denominate “Flysch”, che hanno la loro massima diffusione in corrispondenza dei principali monti del Cilento occidentale e del bacino idrogeografico del fiume Alento, e dalle “rocce calcaree” che costituiscono i complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte Cocuzzo) del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Questo territorio ci regala, in linea generale, un Aglianico meno speziato e possente di quello Irpino, con qualche spigolosità meno decisa rispetto a quello della terra del Sannio e con note floreali e sensazioni olfattive fumè meno evidenti rispetto a quello del Vulture.

Questi, in rigoroso ordine di servizio, i vini selezionati per la serata:

- Jungano 2017 Paestum Aglianico IGT San Salvatore 1988

- Aliento 2016 Paestum Aglianico IGT Alfonso Rotolo

- Cenito 2015 Cilento Aglianico DOC Luigi Maffini

- Primalaterra 2015 Aglianico Cilento DOP Salvatore Magnoni

- Naima 2011 Aglianico Riserva IGT Paestum Viticoltori De Conciliis

Cinque diverse interpretazioni di Aglianico, con un bagaglio emotivo e culturale diverso (cit.), che hanno confermato quanto questo vitigno, anche se di difficile approccio, sia in grado di regalare grandi soddisfazioni grazie alla sua espressività e ribadito quanto il Cilento sia tra i suoi più vocati territori d’elezione.

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L'Azienda San Giovanni nasce da un progetto di Mario Corrado e Ida Budetta e sorge a Punta Tresino di Castellabate, a picco sul mare. In questo luogo paradisiaco, un’area doppiamente protetta dal parco del Cilento e da quello marino di Punta Tresino, circondati da macchia mediterranea, si trovano i 4 ettari vitati di proprietà. Qui le condizioni pedoclimatiche sono molto favorevoli per la produzione di uve sane e di alta qualità, perché ci troviamo in bassa collina a contatto col mare, in una zona molto ventilata, soleggiata e riparata alle spalle dalle cime delle colline più alte. L'azienda produce in totale circa 20.000 bottiglie di vino all'anno, mentre il "Tresinus" viene prodotto in soli 3.000 esemplari, vinificato ed affinato in solo acciaio.

Il "Tresinus" 2015 è un vino bianco solare, fresco ed allegro. Agli occhi si presenta con un bel colore giallo paglierino splendente. Al naso, esile e delicato, è un susseguirsi di odori mediterranei, frutta estiva, macchia, erbe, lievi note agrumate, muschio. Il sorso è fresco, sapido e di buona struttura. Il "Tresinus" 2015 è un vino bianco importante ma neanche per un istante la sua struttura e alcolicità (13,5%) rallentano o appesantiscono la beva che, al contrario, risulta leggera,fresca e veloce. Insomma proprio un grande bianco in perfetto equilibrio.

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Wine Fitness sul Fiano del Cilento

Mercoledì, 05 Luglio 2017 14:58

Si è svolto giovedi 29 giugno 2017, presso il ristorante pizzeria "La Frasca" a Pozzuoli, un nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi degli Enodegustatori Campani. Riflettori puntati, questa volta, sui vini ottenuti da uve fiano coltivate nel Cilento, zona in cui, grazie alla sua ottima versatilità, il vitigno fiano ben si è adattato. La conferma è arrivata dall'assaggio dei cinque vini previsti in degustazione. Cinque vini di cinque diverse aziende prodotti in cinque posti diversi.

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Il Fiano del Cilento

Mercoledì, 21 Giugno 2017 14:43

Il Cilento,è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno, nella zona meridionale della regione. La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e a est dal Vallo di Diano. Si fa derivare il nome da “cis Alentum” ("al di qua dell'Alento"), anche se il fiume non ne segna più il confine. E’ una zona molto ampia che attraversa numerosi comuni della costa e dell'entroterra, da Agropoli (roccaforte dei pirati saraceni), a Sapri e poi ancora verso l'interno, al confine con la Basilicata.

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Un DOP Cilento premiato a terroir vino 2012

Lunedì 11 giugno a Terroirvino presso i magazzini del cotone sul porto antico di Genova il prof Virgilio Pronzati ha premiato l'olio DOP Cilento Marsicani quale miglior olio 2012 con la seguente motivazione : "L'azienda si è distinta per l'elevatissima costanza qualitativa su tutta la linea produttiva nel pieno rispetto del terroir della zona di produzione"   


Le aziende campane presenti, Antico Castello, Cantine del Barone, Cantine dell'Angelo, Casa Vinicola Setaro, Fontanavecchia, Il Cancelliere, Pastificio dei Campi e Marsicani frantoio oleario, hanno avuto discreti contatti commerciali e ottimi apprezzamenti, sia dagli operatori di settore che dalla stampa, per i prodotti presentati alla manifestazione genovese.

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Il Cilento, ossia Lucania occidentale,è una subregione montuosa della provincia di Salerno che si protende come una penisola tra i golfi di Salerno e di Policastro, nella zona meridionale della regione, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità. Il paesaggio è vario perchè si va dalle spiagge e cale costiere ai 2000 metri del monte Cervati, passando per le  verdi e soleggiate colline che ospitano secolari uliveti.


Tutta l'area, tranne il 7% montano, è particolarmente vocata per l'olivicoltura: le varietà autoctone sono, la monumentale Pisciottana importata dai Focesi, la Salella, la rotondella, la cammarotana, l'oliva bianca, la cornia. 
Pur essendo tantissimo l'olio prodotto, la maggior parte è lampante. L'intera area del Cilento ha ottenuto la denominazione di origine protetta e negli ultimi anni alcune aziende hanno fatto enormi progressi presentando degli oli di elevata qualità ai concorsi internazionali ove hanno ottenuto buoni risultati. Dapprima ha intrapreso questa strada l'azienda Severini di Acquavella, poi con ottimi risultati hanno seguito prima Pietra Bianca di Germano e Davide Monzo da Casalvelino eMarsicani da Morigerati. Meritano attenzione l'azienda Cammarano di Ceraso, Colline di Zenone da Ascea e Ponte Trave da Castel Ruggero . In particolare hanno  successo due aziende che hanno saputo seguire i suggerimenti di Gaetano Avallone, capo panel Coi di indiscussa bravura : Pietra Bianca e Marsicani che quest'anno hanno presentato due oli DOP Cilento di grande successo, lavorando su due varietà autoctone, la salella e la pisciottana. 

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Marsicani - Anteprima Terroirvino 2012

Martedì, 29 Maggio 2012 11:04

Marsicani, azienda olivicola che opera a Morigerati nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, domenica 3 giugno dalle 10.00 alle 19.00 presso la sede aziendale in c.da Croceviale snc a Sicilì, presenta per gli amici campani in anteprima gli oliì extravergine di oliva che porterà a Terroirvino l'11 giugno.

Dalle ore 10.00 si faranno assaggi guidati e degustazioni di IlPrimolio, monocultivar Pisciottana e DOP Cilento, dando la possibilità di acquistare i tre olii, così come a TerroirVino, al prezzo sorgente.

I tre oli menzionati della campagna olearia 2011 hanno avuto numerosi riconoscimenti nei concorsi internazionali del 2012, dall'orciolo d'oro alla Sirena, dal Sol d'oro all'oro d'Italia e sono stati recensiti da tutte le più importanti guide di settore, Gambero Rosso, Slow food, Marco Oreggia, TigullioVino, etc

Per quanti invece verranno a Genova, saremo a loro disposizione al Desk 106.

Gli oli Marsicani

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Salerno

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

In provincia di Salerno due le aree vinicole degne di nota, la Costa d’Amalfi ed il Cilento.
Nella Costa d'Amalfi soltanto negli ultimi anni si è riusciti ad ottenere dei vini in grado di competere con l'accresciuto livello degli altri migliori vini italiani. La situazione precedente era penalizzata da una proprietà dei vigneti estremamente parcellizzata e da vigneti che data la natura impervia e la scoscesità delle coste erano stati in gran parte abbandonati. Oggi i migliori vini sono rappresentati dai bianchi e dai rossi provenienti dalla sottozona di Furore, tutti dotati di grande struttura e generalmente impostati sullo stile della surmaturazione.
Il Cilento si estende su un’area molto ampia che va dalla piana del Sele all’alta collina cilentana, dove il clima è molto influenzato dal mare e il terreno è prevalentemente calcareo. E’ una zona vitivinicola in grande fermento, dove stanno emergendo piccole produzioni di alta qualità legate a vitigni tradizionali ma anche internazionali e a una classe di vitivinicoltori giovani e agguerriti. La vicinanza col mare fa prevalere nei bianchi profumi intensi, sapidità e freschezza. Le doc cilentane sono tuttavia molto permissive nell’uso di uve “straniere”: la doc Castel San Lorenzo consente per i bianchi l’uso di trebbiano toscano e malvasia, per i rossi sangiovese e barbera e addirittura prevede doc per barbera o moscato.
Più ancorata al territorio, invece, la doc Cilento che predilige fiano e aglianico. Nelle realtà migliori, si tratta di vini caldi, morbidi e solari. Il Cilento è, però, anche terra di grandi vini da uve internazionali. Piccolissime aziende, con il loro lavoro appassionato, hanno avuto il merito di far accendere i riflettori su un’area ritenuta erroneamente marginale.

Torna all'articolo  o continua a scoprire le principali zone vitivinicole delle singole province:

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