Campania (13)

Venerdì, 25 Gennaio 2013 16:29

Asprinio

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Vitigno AsprinioL’Asprinio è coltivato in Campania soprattutto nelle province di Caserta e Napoli ma anche in alcune zone della Puglia. Deve il suo nome alle proprietà gustative del vino che se ne ricava. Recenti studi ampelografici sul DNA sembrerebbero ricondurre le sue origini ad un clone del vitigno greco, anche se queste ultime sono ancora controverse.

Vitigno a bacca bianca, presenta le seguenti caratteristiche varietali: foglia media, pentalobata; grappolo medio, conico e allungato, ed a volte alato, compatto o leggermente spargolo; acino medio, con buccia di medio spessore ricoperta di abbondante pruina, di colore grigio-verdastro e polpa di sapore neutro; necessita di potature ricche ed espanse. Ha buona tolleranza alla peronospora e all'oidio ma è facilmente attaccato dalla tignola. Matura a fine settembre/primi di ottobre.

Con questo vitigno si ottengono i vini D.O.C. Aversa Asprinio,Aversa Asprinio spumante.

L'area di produzione include 22 comuni, ricadenti nelle province di Caserta e di Napoli, il territorio dei comuni che in pratica facevano parte dell'antica Contea di Aversa: Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno in provincia di Caserta e Giugliano in Campania, Qualiano e Sant'Antimo posti adesso in provincia di Napoli.

Il vino ottenuto con l'Asprinio è un vino leggero, gradevole per la sua freschezza, di bassa gradazione alcolica ed acidulo, non troppo ricco di estratti. Il colore è giallo paglierino dai riflessi verdolini , mentre i profumi sono fruttati che richiamano l’agrumato. In particolare la spiccata acidità dell’Asprinio lo rende molto adatto alla spumantizzazione. Vino molto amato da Mario Soldati che scrisse: “Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprinio: nessuno. Perché i più celebri bianchi secchi includono sempre, nel loro profumo più o meno intenso e più o meno persistente, una sia pur vaghissima vena di dolce. L’Asprinio no. L’Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non lo si può immaginare se non lo si gusta... Che grande piccolo vino!".

Giovedì, 24 Gennaio 2013 12:30

Greco

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Vitigno GrecoIl vitigno Greco proviene, come lascia intendere il nome, con tutta probabilità dalla Grecia. Originario della Tessaglia, fu importato in Campania dai Pelasgi, che ne diffusero la coltivazione prima nella provincia di Napoli e successivamente in alcune zone della provincia di Avellino, in particolare Tufo, il cui terreno ricco di zolfo ed altri minerali risultò adatto alla coltivazione di tale vitigno.

Possiamo tranquillamente affermare che il vino più noto fatto con questa varietà, è il Greco di Tufo la cui zona di produzione si trova a nord di Avellino intorno al comune di Tufo.

Il Greco è un vitigno a bacca bianca molto antico, senza alcun dubbio il più antico vitigno del territorio avellinese, già diffuso all’epoca dell'impero romano.

Gli acini sono medi o piccoli, sferoidali, la buccia pruinosa presenta un colore verde giallastro o grigio ambrato a seconda dell'esposizione solare. La foglia è piccola, e ha cinque lobi; il grappolo è grande e allungato, alato e molto compatto. Matura generalmente nel mese di ottobre

Zona di produzione del Greco di Tufo: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino.

Dal punto di vista organolettico, in linea generale, il vino si presenta con un colore giallo paglierino o dorato; odore intenso, fruttato di pesca, leggero ma persistente sentore di mandorla amara e fine; sapore secco, caldo, abbastanza morbido ed equilibrato, di corpo. Ottimo l’abbinamento con piatti a base di pesce.

Al Greco di Tufo da luglio 2003 è stato conferito l'ambito riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Mercoledì, 19 Dicembre 2012 12:26

Fiano

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FianoIl Fiano è un vitigno a bacca bianca coltivato soprattutto nell'avellinese dove, grazie ad un clima mite in estate ma rigido d'inverno, con giornate calde e notti fredde e suoli argillosi e fertili, raggiunge risultati straordinari e da origine al vino Docg Fiano di Avellino.

Le origini di questa varietà sembrano risalire all'epoca romana, periodo nel quale tale vitigno era conosciuto sotto il nome di Vitis apiana.

Ha foglia orbicolare, di media grandezza, trilobata o pentalobata; grappolo piccolo o medio, serrato, piramidale con un'ala piuttosto sviluppata; acino medio, ellissoidale, con buccia resistente giallo dorata, con scarsa pruina. Ha buona vigoria e dà ottimi risultati in terreni di origine vulcanica ma, essendo un'uva molto versatile, rende bene anche su terreni argillosi e pesanti. Matura tra fine settembre ed inizio ottobre. Molti sono i sinonimi fra cui ricordiamo Fiore Mendillo, Minutola, Fiana o Foiana, Latino Bianco.

Nella sua zona d’elezione, l'Irpinia appunto, viene coltivato ad altitudini tra 400 e 700 metri. In quest'area si possono distinguere terroir molto differenti, con caratteristiche differenti e differenti sono i vini che qui si producono. Ad esempio troviamo vini rotondi e bilanciati nella zona di Lapio, molto opulenti verso Summonte, particolarmente minerali a Montefredane oppure molto delicati e eleganti verso San Michele.

Più in generale possiamo dire che il Fiano, soprattutto il Fiano di Avellino, è un vitigno capace di dar vita a vini di grande complessità, finezza aromatica e capacità di invecchiamento. Si presenta in genere con un colore giallo paglierino più o meno intenso con i tipici aromi di nocciola tostata, pera e spezie, caratterizzato da lunga persistenza e spesso grande complessità.

Riepilogo caratteristiche salienti:

Vigoria: elevata

Epoca di germogliamento: medio-precoce

Epoca di maturazione: media (tra fine settembre ed inizio ottobre)

Produzione: media e abbastanza costante

Peso medio del grappolo: medio-basso

Acino: medio, ellissoidale

Esigenze colturali: a causa dell'elevato vigore e della bassa fertilità delle gemme basali si adatta meglio a potature lunghe e ricche.

Sensibilità alle avversità: nella media, più sensibile all'oidio e all'acinellatura.

Potenziale enologico: conferisce un colore giallo paglierino scarico, un profumo fine e un sapore fresco e asciutto.

 

Giovedì, 01 Novembre 2012 18:54

Coda di volpe

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coda di volpeIl vitigno Coda di volpe prende il nome dalla forma lunga e affusolata della pigna matura, simile, appunto, alla coda del piccolo predatore. Si tratta di un vitigno autoctono antico, sconosciuto fuori dalla regione, ma molto diffuso in Irpinia nella zona di Taurasi, nel Sannio e sul Vesuvio, dove viene chiamato anche caprettone.

Il vitigno probabilmente è di origine romana (è infatti citata da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia), e sino al 1985 veniva utilizzato soprattutto come uva da taglio per il Greco di Tufo e il Fiano. Il ricorso ad una potatura delle vigne per ottenere una bassa resa per ettaro, la vinificazione in purezza con pressatura soffice usando tecnologia moderna, l’affinamento in bottiglia, e l’anticipo della vendemmia a metà settembre per ottenere un vino con maggiore acidità, hanno portato alla valorizzazione delle potenzialità della Coda di volpe ed alla “nascita” di un vino ottimo, che ha davvero poco da invidiare agli altri bianchi campani, un vino di buona produzione alcolica, dal colore giallo dorato, con un leggero aroma gradevole, non molto intenso.

Agronomicamente la coda di volpe è un vitigno poco vigoroso con produzioni non eccessive, a maturazione raggiunge elevati livelli in zuccheri mentre l'acidità totale è piuttosto bassa: proprio per questo ci sono sempre stati molti dubbi sull'opportunità dell'uso del legno e la stragrande maggioranza dei produttori si è orientata per l'acciaio.

La zona del Taburno, su cui insistono due doc, Sannio e, appunto, Taburno, sembra essere particolarmente vocata per questo vitigno

Riepilogo caratteristiche

Nome:Coda di volpe o  Coda di volpe bianca

Cenni Storici: vitigno descritto da Plinio con il nome Alopecia. Un tempo, in Campania, veniva coltivato anche un Coda di Volpe a bacca rossa, considerato di minore qualità.

Caratteri Ampelografici:

  • foglia grande, pentagonale, pentalobata
  • grappolo grande, piramidale, alato, semi serrato o spargolo
  • acino piccolo, sub rotondo, buccia pruinosa, consistente dal colore verde-giallastro.

Maturazione: medio-tardiva

Vigoria: media

Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dal sapore leggermente abboccato, leggero che, con l'invecchiamento assume un sapore asciutto, di buona gradazione alcolica e povero di corpo.

 

Lunedì, 29 Ottobre 2012 17:43

Piedirosso (Per' e palummo)

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PiedirossoDopo l’Aglianico il Piedirosso è il vitigno autoctono a frutto rosso più diffuso in Campania. La sua zona di coltivazione principale sono i Campi Flegrei, dove rappresenta il vitigno a bacca nera prevalente.

Il suo nome dialettale, Per’ e palummo, deriva da una peculiarità morfologica del rachide: il colore rosso dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi. Il Piedirosso ha origini antichissime ed era già noto ai tempi della Campania felix di Orazio e viene decantatato nel Naturalis Historiae di Plinio.

Il piedirosso è un vitigno molto vigoroso dalla produzione non eccessiva. Nei diversi areali viticoli era allevato tradizionalmente con forme espanse, vista la sua elevata produzione di legno. In molte zone dell’area vesuviana, in particolar modo a Terzigno, è tuttora allevato da alcuni produttori in un modo che è definito ‘a pratese’: le viti sono legate tra di loro in forma bassa e con l’uso di pochi pali di sostegno, questo porta a formare un nutrito “labirinto” di tralci fra i quali risulta a volte difficile muoversi. D’altra parte, mostra anche un buon adattamento all’allevamento a spalliera, con potature piuttosto generose che consentano alla pianta di raggiungere un discreto equilibrio vegeto-produttivo.

Il Piedirosso , indenne alla filossera, è a “piede franco” uno dei pochi casi nella nostra penisola. La sua naturale resistenza all’oidio e alla botrytis, fa si che questo vitigno ben risponda alla coltivazione con metodo biologico.

La raccolta dell’uva è effettuata nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda decade di ottobre, a seconda della zona produttiva. Il mosto che ne deriva presenta un elevato grado zuccherino, mentre l’acidità si attesta su valori medi. Il vino che si ottiene ha carattere fine ed elegante, con profumi di fiori rossi e frutta matura.

Il vitigno Piedirosso si trova vinificato in purezza, oppure, sfruttando le sue caratteristiche di finezza; in uvaggio con altri vitigni locali quali l'Aglianico o lo Sciascinoso nei quali viene usato come elemento migliorativo ed attenuante.

Riepilogo caratteristiche Piedirosso

Colore bacca: Nera

Caratteristiche varietali: Il vitigno Piedirosso ha le seguenti caratteristiche varietali:

  • Foglia: media, orbicolare, tri o pentalobata
  • Grappolo: medio, medio-grande, tozzo, tronco-piramidale, con due ali, spargolo, con peduncolo e raspo di colore rossastro
  • Acino: medio-grande, sferoidale Buccia: spessa, pruinosa, di colore rosso-violaceo

Caratteristiche produzione: Il vitigno Piedirosso ha buona vigoria, maturazione medio-precoce, produzione abbondante e regolare.

Caratteristiche vino: Il vitigno Piedirosso dà un vino di colore rosso rubino intenso, al naso è fruttato con note di violetta, ricco di corpo, lievemente tannico.

Martedì, 16 Ottobre 2012 00:00

Enoteche presenti in Campania

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Di seguito sono elencate, per provincia, le principali enoteche della Campania. Registrandoti, il nome della tua enoteca sarà linkato alla scheda profilo da te inserita.

Se la tua enoteca non è presente, o per qualsiasi altra segnalazione, non esitare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Enoteche provincia Avellino

Enoteche in provincia di Avellino

ENOTECA NOE' DI CAIFFA S. VINI - VIA ROMA 47 - AVELLINO

ENOTECA EVOE' DI NARDIELLO - VIA DEL GAIZO MODESTINO 5 - AVELLINO

ENOTECA LA CANTINELLA - VIA CAMPANE 74 - AVELLINO

ENOTEA 3 BICCHIERI - VIA CIRCUMVALLAZIONE 207 - AVELLINO

GAROFALO ENOTECA - CORSO EUROPA 16 - AVELLINO

ENOTECA PASTICCERIA DE PASCALE - VIA DE CONCILIIS 24 - AVELLINO

ENOTECA X BACCO - Altavilla Irpina (AV) - 83011 - CORSO GIUSEPPE GARIBALDI 61

ENOTECA BACCO - Cervinara (AV) - 83012 - CORSO NAPOLI 46

ENOTECA IL TRALCIO D'ORO - Grottaminarda (AV) - 83035 - VIA MANZONI 16

ENOTECA IL TEMPIO DI BACCO - Mercogliano (AV) - 83013 - VIA NAZIONALE 39

VINI NOBILIS - Pratola Serra (AV) - 83039 - VIA PROVINCIALE

Enoteche provincia Benevento

Enoteche in provincia di Benevento

ENOTECA VINI E SAPORI - CUPA DELL'ANGELO 6 - BENEVENTO

EUROLIQUORI - CORSO GARIBALDI 97- BENEVENTO

ENOTECA LA BUCA DEI LADRONI - Ceppaloni (BN) - 82010 - VIA CORTILE 18

VINICOLA BARONI - Ceppaloni (BN) - 82010 - VIA STAZIONE 63

ENOTECA BORGO ANTICO - Pietrelcina (BN) - 82020 - CONTRADA FONTANELLE 2

ENOTECA DELL'ANGELO - San Giorgio del Sannio (BN) - 82018 - VIA CARDILLI 51

ENOTECA MERUM VINI SFUSI - San Giorgio del Sannio (BN) - 82018 - PIAZZA RISORGIMENTO 26

ENOTECA LA BUCA DI BACCO - San Giorgio del Sannio (BN) - 82018 - PIAZZA L. BOCCHINI

ENOTECA GOGLIA GAETANO - Telese Terme (BN) - 82037 - VIA COLOMBO 69

LA CANTINA DEL SANNIO - Telese Terme (BN) - 82037 - VIA LAGNI 20

Enoteche provincia Caserta

Enoteche in provincia di Caserta

ENOTECA VINERIA 'A SALUTE - VIA ACQUAVIVA 310 - CASERTA

ENOTECA LE BACCANTI - VIA DE FRANCISCIS 10/12 - CASERTA

ENOTECA LE BIFORE - PIAZZA GIACOMO MATTEOTTI 26 - CASERTA

ENOTECA IL TORCHIO - VIA GABRIELE FUSCO 8 - CASERTA

ENOTECA SAPORI DI BACCO - VIA FERRARECCE 165 - CASERTA

BIANCO E ROSSO VINO SFUSO - VIA SANTONASTASO 3 - CASERTA

CAMPAGNOLA ANTICA ENOTECA - VIA S. GIOVANNI 15 - CASERTA

ENOTECA IL PIACERE DELLA VITE - Aversa (CE) - 81031 - VIA TORREBIANCA 9

ENOTECA IL VINO - Aversa (CE) - 81031 - VIA BELVEDERE 52

ENOTECA IL TRALCIO - Capua (CE) - 81043 - CORSO GRAN PRIORATO DI MALTA 21

ENOTECA LA BOTTE - Casagiove (CE) - 81022 - VIA NAZIONALE APPIA 168

ENOTECA KRU' - Marcianise (CE) - 81025 - VIA GANDHI 64

ENOTECA PROSIT - Marcianise (CE) - 81025 - VIA MUSONE RAFFAELE 10

ENOTECA DI CASSELLA ANTONIO - Piedimonte Matese (CE) - 81016 - VIA FERRITTO L 47

ENOTECA CANTINA SOCIALE DI SOLOPACA... DA BACCO - Pignataro Maggiore (CE) - VIA BARTOLOMEO D'AVANZO 5

ENOTECA L'ARGENTINO - Santa Maria di Capua Vetere (CE) - 81055 - VIA GALATINA 36

ENOTECA SCAPRICCIATIELLO - Santa Maria di Capua Vetere (CE) - 81055 - VIA GALATINA 68

ENOTECA SILVESTRI - Sparanise (CE) - 81056 - VIA APPIA KM 187

Enoteche provincia Napoli

Enoteche in provincia di Napoli

ENOTECA MERCADANTE - CORSO VITTORIO EMANUELE 643 - NAPOLI

ENOTECA BELLEDONNE - VICOLO BELLEDONNE CHIAIA 18 - NAPOLI

ABETE ARMANDO VINI - VIA CISTERNA DELL'OLIO 37 - NAPOLI

ASCIONE VINI - VIA DEL PASCONE 15 - NAPOLI

BOTTIGLIERIA SPINA - VIA ENEA 31/33 - NAPOLI

CANTINE LA MARCA - CORSO SECONDIGLIANO 153 - NAPOLI

ENOTECA 2000 - VIA LONGO BARTOLO 69 - NAPOLI

ENOTECA A TUTTO VINO - VIA MANZONI 239 - NAPOLI

ENOTECA ATTENO FRANCESCO - VIA MONTE ROSA 197 - NAPOLI

ENOTECA DI DANILO MARRA - VIA BERNINI 83 - NAPOLI

ENOTECA PARTENOPEA - VIALE CESARE OTTAVIO AUGUSTO 2 - NAPOLI

ENOTECA TASSO - VIA TASSO 225 - NAPOLI

ENOTECA L'EBBREZZA DI NOE' - VICO VETRIERA 9 - NAPOLI

ENOTECA LA BOTTE DI BACCO - CORSO BRUNO BUOZZI 32 - NAPOLI

ENOTECA DANTE - PIAZZA DANTE 18 - NAPOLI

CANTINE MEDITERRANEE - CORSO S. GIOVANNI A TEDUCCIO 539 - NAPOLI

ENOTECA CALIX - VIA DIOCLEZIANO 364 - NAPOLI

ENOTECA RICCARDI - VIA CONSALVO 108 - NAPOLI

ENOTECA DEL CENTRO STORICO DI ENOCAMPANIA - CALATA TRINITA' MAGGIORE 48 - NAPOLI

ENOTECA VESUVIO - VIA ARENACCIA 175/177 - NAPOLI

ENOTECA LE DUE BOTTI - VIA BERBARDO CAVALLINO 18 - NAPOLI

ENOTECA GRA. PA. LU. Via Roma 24 - NAPOLI

DIVINUM RISTORANTE VINERIA - BACOLI (NA) - 80070 - VIA S. GIULIANA 2

ENOTECA DEL CORSO - Cercola (NA) - 80040 - VIA DON MINZONI 142

ENOTECA LA BOTTE - Cimitile (NA) - 80030 - VIA VARIANTE 7 BIS

ENOTECA CAROTENUTO - Ercolano (NA) - 80056 - VIA MADONNELLE 1

VINI E OLIO PELLINO - Frattamaggiore (NA) - 80027 - VIA STANZIONE MASSIMO 112

VINI E OLIO PELLINO - GiuGliano in Campania (NA) - 80014 - VIA S. RITA DA CASCIA 24

ENOTECA PANE E VINO - Ischia (NA) - 80077 - VIA PORTO 24

ENOTECA VINERIA OH X BACCO - Ischia (NA) - 80077 - VIA MAZZELLA LUIGI 20

ENOTECA DI RUSSO PASQUALE - Nola (NA) - 80035 - VIA ANFITEATRO LATERIZIO 101

IL CANTINONE ENOTECA DOC - Nola (NA) - 80035 - VIA MERCATO 25

ENOTECA CIANCIULLI - OTTAVIANO (NA) - 80044 - VIA R. PAPPALARDO 91/93

ENOTECA LE GROTTE DI BACCO - San Giorgio a Cremano (NA) - 80046 - VIA PITTORE 159

ENOTECA LA DOLCE VITE - San Giorgio a Cremano (NA) - 80046 - VIA CAPPIELLO FRANCESCO 85

ENOTECA LA CARAFFA - San Giorgio a Cremano (NA) - 80046 - VIA SAN GIORGIO VECCHIO 84

ENOTECA RUSSO SPENA - Sant'Anastasia (NA) - 80048 - VIA PORZIO 17

ENOTECA DELL'ARCO - Sant'Anastasia (NA) - 80048 - VIA MADONNA DELL'ARCO 205

VINO CON ARTE SRL - Somma Vesuviana (NA) - 80049 - VIA STARZA REGINA 15

ENOTECA BACCHUS - Sorrento (NA) - 80067 - PIAZZA SANT'ANTONINO 20

ENOTECA L'ALAMBICCO - Sorrento (NA) - 80067 - VIA S. CESAREO 15

VINI E SFIZI - Sorrento (NA) - 80067 - VIA FUORO 20

ENOTECA LA BARRIQUE - Torre del Greco (NA) - 80059 - VIA SEDIVOLA 32

ENOTECA PALATONE - Torre del Greco (NA) - 80059 - VIA DEL CORALLO 7

TORRE VINI - Torre del Greco (NA) - 80059 - VIA NAZIONALE 784

TORRE VINI - Torre del Greco (NA) - 80059 - VIA NAZIONALE 192

Enoteche provincia Salerno

Enoteche in provincia di Salerno

FIASCHETTERIA D'ALIA MARIA - VIA POSIDONIA 172 - SALERNO

ENOTECA APRILE ANTONIO VINI E OLII - PIAZZA LUCIANI MATTEO 30 - SALERNO

ENOTECA GRIECO CLAUDIO VINI E OLII - VIA S. MARGHERITA 67D - SALERNO

CAMPAGNUOLO VINI E OLIO - LUNGO MARE CRISTOFORO COLOMBO 44 - SALERNO

ENOTECA MONDO DIVINO - CORSO GARIBALDI GIUSEPPE 57 - SALERNO

ENOTECA PORTA DI MARE - VIA PORTA DI MARE 15 - SALERNO

IN VINO VERITAS - VIA VOCCA ASTRONOMO 45 - SALERNO

ENOTECA E WHISKYTECA TRAPANESE ALFONSO - LUNGO MARE TRIESTE 62/63 - SALERNO

ENOTECA VIZI DI BACCO - VIA PORTA DI MARE 11 - SALERNO

ENOTECA L'ALTRA BOTTIGLIA - Agropoli (SA) - 84043 - VIA ALCIDE DE GASPERI 67

ENOTECA CONFORTI LUIGI - AMALFI (SA) - 84011 - VIA LORENZO D'AMALFI 45

ENOTECA BEVIAMOCI SU - Battipaglia (SA) - 84091 - VIA GIOVANNI PASCOLI 30

ENOTECA SAGGI DIVINI - Battipaglia (SA) - 84091 - VARIANTE SS 18, 7

ENOTECA IL CALICE DI CUOCO ELVIRA - Capaccio (SA) - 84047 - VIA MAGNA GRECIA 77

ENOTECA FEUDI SRL - CAVA DE' TIRRENI (SA) - 84013 - VIA A. VITALE 20

ENOTECA GARGIULO - EBOLI (SA) - 84025 - VIALE AMENDOLA 137

ENOTECA LA DIVINA COMMEDIA - Giffoni Valle Piana (SA) - 84095 - TRAVERSA FORTUNATO 5

ENOTECA RISTORANTE TERRASANTA - Nocera Superiore (SA) - 84015 - PIAZZA MATERDOMINI 46

ENOTECA LA BOTTEGAIA - Sala Consilina (SA) - 84036 - VIA GIACOMO MATTEOTTI 7

ENOTECA LA CASA DEL GUSTO - Sarno (SA) - 84087 - VIA LANZARA 31/33

Giovedì, 20 Settembre 2012 15:02

Falanghina

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Grappolo falanghinaLa Falanghina è una varietà molto antica, le cui origini sono abbastanza misteriose, ma con buona certezza possiamo ritenere che fosse coltivata già ai tempi dei Romani.

Attualmente viene coltivata nella zona a nord di Napoli, nei Campi Flegrei, e nel Sannio. Dimenticata per lungo tempo, è stata riscoperta con successo negli ultimi due decenni, tanto da divenire, in pochi anni, un sinonimo di qualità ed un vanto per l’enologia della Campania. Il suo nome deriva probabilmente dal greco falangos, mutuato poi dai Latini in phalange in riferimento al significato di legata ad un palo. Infatti, sembrerebbe che, avendo questa varietà di vite portamento espanso, tradizionalmente veniva legata a pali di sostegno detti "falanga", da cui Falanghina, ossia "vite sorretta da pali".

Con l’abbandono dei sistemi di allevamento poco propensi alla qualità ma più adatti ad uve destinate alla distillazione, si è entrati nella storia moderna della Falanghina e del suo vino. I coltivatori, nel giro di pochi anni, hanno totalmente rivoluzionato i loro allevamenti adottando sistemi di potatura più rigidi e nuove tipologie di impianto, come quello a Guyot basso, portando la Falanghina alla sua massima espressione dal punto di vista qualitativo. Anche in cantina, i vinificatori, hanno lavorato tanto sulla qualità e la Falanghina è divenuta lentamente uno dei simboli dell'enologia italiana.

Si tratta di un vitigno a bacca bianca con grappoli a forma conica, con elevata densità e compattezza, e ben dotati di pruina. La foglia è media o piccola, cuneiforme, raramente orbicolare, trilobata e meno spesso pentalobata. Acino medio, sferoide, regolare con buccia spessa e consistente di colore grigio giallastro.

La pianta è vigorosa, e le sue rese sono nella media con punte che arrivano anche ad essere abbastanza elevate nelle annate favorevoli. Matura dalla seconda metà di settembre. È un'uva dotata di una buona fertilità, resistente alla peronospora e più sensibile allo oidio. Dotata di una buona concentrazione di zuccheri e di un'acidità media. Attualmente può essere categorizzata in due distinti cloni: il beneventano e il Flegreo. E' chiamata anche Fallanghina, Uva Falerna, Biancuzita, Falerno Veronese, Falanghina Verace.

La Falanghina produce vini intensi ed aromatici, con profondi profumi di frutta bianca, ananas, pesca, banana e mela che sfumano in un secondo naso floreale ed agrumato, tonificato da aromi di miele ed erba tagliata di fresco. Dopo due anni di maturazione entrano nel quadro olfattivo i profumi passiti e mentolati, i frutti bianchi secchi, le albicocche e l'anice, mentre la natura vulcanica di alcune zone conferisce sentori di selce.

Venerdì, 03 Agosto 2012 15:20

Aglianico

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AglianicoL'Aglianico è un vitigno rosso coltivato prevalentemente in Campania, Basilicata, Puglia e Molise. Infatti, l’Aglianico viene spesso detto il “Barolo del Sud”. La sua versatilità ne fa uno dei più importanti vitigni meridionali e dai suoi grappoli hanno origine vini di grande qualità: dai rosé vivaci, fruttati e di buona beva ai rossi ben strutturati, morbidi e longevi.

Il vitigno Aglianico è originario della Magna Grecia e il termine deriva infatti dalla volgarizzazione del termine originario "ellenico" in "hellenico", "hellanico" fino all’attuale aglianico.

L'Aglianico è un vitigno caratterizzato da buona vigoria e produttività , presenta foglia media di colore verde cupo. Il grappolo è compatto e mediamente grande , di forma cilindrica o conica ; matura piuttosto tardi , generalmente dopo la metà di ottobre fino al 10 novembre.

I vini prodotti con l'Aglianico sono di colore rosso rubino che tende a spegnersi all’aranciato nel corso degli anni. I vini sono intensi , con cenni di confettura di marasca, prugna, mandorla e viola; etereo con sentori di cuoio. Tannico di buona struttura e persistenza. Fra le denominazioni più note che utilizzano l'Aglianico ci sono sicuramente il Taurasi DOCG , l'Aglianico del Vulture Superiore DOCG e l'Aglianico del Taburno DOCG.

Riepilogo caratteristiche

  • Epoca di vendemmia: media o tardiva (ottobre, prima decade di novembre).

  • Vigoria: medio-alta.

  • Produttività: abbondante e costante.

  • Peso medio del grappolo: medio-basso (150-250 g).

  • Acino: medio-piccolo, forma sferica; buccia molto pruinosa, di colore blu-nero, poca consistenza e medio spessore.

  • Esigenze colturali: terreni collinari di origine vulcanica, ma si adatta bene anche a tipi di terreno diversi. Soffre le alte temperature estive e invernali dei mesi che non fa tiepido.

  • Utilizzi: esclusivamente per la vinificazione, di preferenza in purezza.

Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

Salerno

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In provincia di Salerno due le aree vinicole degne di nota, la Costa d’Amalfi ed il Cilento.
Nella Costa d'Amalfi soltanto negli ultimi anni si è riusciti ad ottenere dei vini in grado di competere con l'accresciuto livello degli altri migliori vini italiani. La situazione precedente era penalizzata da una proprietà dei vigneti estremamente parcellizzata e da vigneti che data la natura impervia e la scoscesità delle coste erano stati in gran parte abbandonati. Oggi i migliori vini sono rappresentati dai bianchi e dai rossi provenienti dalla sottozona di Furore, tutti dotati di grande struttura e generalmente impostati sullo stile della surmaturazione.
Il Cilento si estende su un’area molto ampia che va dalla piana del Sele all’alta collina cilentana, dove il clima è molto influenzato dal mare e il terreno è prevalentemente calcareo. E’ una zona vitivinicola in grande fermento, dove stanno emergendo piccole produzioni di alta qualità legate a vitigni tradizionali ma anche internazionali e a una classe di vitivinicoltori giovani e agguerriti. La vicinanza col mare fa prevalere nei bianchi profumi intensi, sapidità e freschezza. Le doc cilentane sono tuttavia molto permissive nell’uso di uve “straniere”: la doc Castel San Lorenzo consente per i bianchi l’uso di trebbiano toscano e malvasia, per i rossi sangiovese e barbera e addirittura prevede doc per barbera o moscato.
Più ancorata al territorio, invece, la doc Cilento che predilige fiano e aglianico. Nelle realtà migliori, si tratta di vini caldi, morbidi e solari. Il Cilento è, però, anche terra di grandi vini da uve internazionali. Piccolissime aziende, con il loro lavoro appassionato, hanno avuto il merito di far accendere i riflettori su un’area ritenuta erroneamente marginale.

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Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

Napoli

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Tra Vesuvio, Campi Flegrei e le isole di Ischia e Procida ci sono condizioni uniche con particolari caratteristiche del terreno, determinate dal substrato di sedimenti piroclastici alternati a terreni calcarei. Il clima è temperato, soleggiato e spesso ventilato (la qual cosa previene l’uva dalle malattie fungine) grazie alla presenza del mare. I terreni vulcanici, ricchi di “scheletro”, ossia pietre, favorendo il drenaggio, hanno evitato che la fillossera distruggesse la viticoltura dell’area, così che buona parte delle colture sono ancora su piede franco. Oggi nei Campi Flegrei la regina del vigneto è la falanghina che, diversamente da quella beneventana è più sapida, con una diversa complessità aromatica e sentori minerali. E' il vino oggi più noto e diffuso della Campania. Prodotto da decine di aziende, stenta a trovare un'identità precisa ma è tuttavia molto amato dal consumatore anche perché mantiene un rapporto qualità-prezzo molto interessante. Ha nel Casertano (alla base del Falerno bianco) caratteristiche di sapidità e serbevolezza, nel Beneventano (doc Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Guardiolo, Taburno), di morbidezza e struttura mentre nei Campi Flegrei è più fresca e minerale. Ma la falanghina dei Campi Flegrei (da qualche anno doc), coltivata nei luoghi della prima colonia ellenica, è certo la più antica: i contadini ancora l'allevano alla maniera greca classica, ossia con una selva di pali (le falangae, appunto, da cui il nome) nel vigneto, mentre le moderne colture di qualità prediligono il guyot.
Nell’area flegrea, il vino rosso viene invece perlopiù dal piedirosso, localmente detto per’’e palummo (piede di colombo), altro vitigno di origine greca considerato oggi “migliorativo” e utilizzato soprattutto per ammorbidire l’aglianico.
Il vino più famoso del Vesuvio, è invece il Lacryma Christi bianco, rosato e rosso Decantato già a partire dal ‘500, deve gran parte della sua fama alla versione dolce anche se il Lacryma Christi (sottozona della doc Vesuvio) in versione secca è un vino molto piacevole e “beverino”. Il bianco è un uvaggio di coda di volpe, falanghina, verdeca e greco, con una struttura e una gradazione alcolica leggermente superiori al rosso: presenta al naso aromi fruttati e tendenti al minerale. Il rosso è a base di piedirosso e sciascinoso: colore scarico e poca struttura lo rendono un vino di pronta beva, senza grandi pretese.
In penisola sorrentina. Falanghina e biancolella sono alla base dei bianchi cui si aggiungono vitigni tradizionali come ginestra, pepella e fenile mentre i rossi nascono da piedirosso, sciascinoso e, in qualche caso, aglianico. Nelle zone interne troviamo, negli omonimi paesi, Gragnano e Lettere: vini leggeri, frizzantini, con leggero residuo zuccherino.
Ad Ischia, si producono ottimi vini da antichi vitigni autoctoni, biancolella, forastera, per’’e palummo, guernaccia, arilla. Un tempo serbatoio di vini da taglio per tutta l’Europa, è stata tra le prime aree in Campania a puntare sull’alta qualità nonostante l’enorme difficoltà della coltivazione. Il vino biancolella, di colore paglierino, è armonico, di media struttura, al sapore lievemente ammandorlato con sentori minerali: regge bene anche ad un medio affinamento in bottiglia. Meno pregiato il forastera, di pronta beva. Il per’’e palummo, nome dialettale del piedirosso, è morbido, armonico, con una buona acidità che si può trovare anche in uvaggio con la guernaccia, più strutturata e complessa.
Capri, invece, ha del tutto dimenticato la sua vocazione agricola e, col Capri doc, mantiene viva una piccola produzione a base di greco, falanghina e biancolella per i bianchi e di piedirosso per i rossi.

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