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Il Primitivo in Puglia

Sabato, 01 Aprile 2017 11:24 Scritto da 

Nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi dell'associazione Enodegustatori Campani, presso il ristorante pizzeria "La Frasca" a Pozzuoli. Tema della serata sono stati i vini, ottenuti dalla vinificazione di uve Primitivo, prodotti in Puglia. Il Primitivo è un vitigno a bacca rossa, caratterizzato dalla precoce maturazione dell'uva, presente in tutta la regione Puglia da tempo e che dà i risultati migliori nei territori appartenenti alla zona di produzione delle DOC Primitivo di Manduria e Gioia del Colle.

Cinque i vini in degustazione accompagnati da due piatti tipici ovvero una focaccia pugliese e le orecchiette con piccole polpette di carne al sugo e cacioricotta.

Primo vino in degustazione il Primitivo Puglia IGP 2015 "Moi" di Varvaglione. Fondata nel 1921, l'azienda ha sede a Leporano in provincia di Taranto e conta ben 155 ettari vitati, per una produzione annua di circa un milione e mezzo di bottiglie. Colore non molto vivace, nonostante la sua giovane età. Al naso si è fatto un pò attendere,  prima di aprirsi con sentori fruttati, amarena e mirtilli, e floreali. Il sorso è risultato essere pulito, piacevole e ben equilibrato.

 

Il secondo vino ad essere servito è stato il Salento Primitivo IGP 2011 di L'Archetipo, azienda che adotta in vigna i principi dell'agricoltura sinergica. I 20 ettari vitati di proprietà dell'azienda si trovano nel comune di Castellaneta in provincia di Taranto ad oltre 300 metri sul livello del mare.  Si tratta di un vino dalla spiccata personalità e dalla forte identità. Al naso colpisce con le sue note di macchia mediterranea, erba secca ed un lieve sentore di olive nere; subito dopo è fruttato, con sentori di ciliegia e di mora. Al gusto è austero, tannico e denota un bel frutto delineato da sottili sfumature fresce e sapide.

Terzo vino della serata il Salento Primitivo IGP 2012 "Taras" delle Tenute Al Bano Carrisi. Inizialmente intenso al naso con sentori di frutta rossa si è poi mostrato evanescente, scomparendo quasi all'olfatto per poi ritornare dopo poco ma con sentori di frutta dolce più vicini ad una caramella charms. Sorso di discreta struttura e freschezza, con tannini ben presenti ma vellutati e componente alcolica ben amalgamata nel corpo del vino. Sicuramente vino migliore al gusto che al naso.

E' stata poi la volta del primo "fuoriclasse" della serata, ovvero il Gioia del Colle DOC 2008 "17" di Polvanera, azienda agricola biologica che vanta ben 100 ettari vitati, a circa 450 metri sul livello del mare, ed una produzione annua di circa 280.000 bottiglie. Ottenuto da uve di viti con un'età media di circa 70 anni coltivate ad alberello, se ne producono circa 16.000 bottiglie all'anno. Dopo una macerazione di 4 settimane, il vino matura per 24 mesi in solo acciaio e affina in bottiglia per un anno. Colore rosso rubino carico, ancora molto vivace. Bouquet ricco ed elegante, frutti di bosco, mora, prugna, liquirizia, note floreali di rosa, note vegetali, note balsamiche e note minerali. Al gusto è potente ed elegante, vino di gran corpo; la notevole componente alcolica (16,5%) è perfettamente integrata nella struttura del vino, i tannini sono ben levigati, la persistenza è interminabile supportata da una elevata spalla acido-minerale. Vino strepitoso!

Quinto ed ultimo vino, il secondo "fuoriclasse" della serata, il Primitivo di Manduria DOC 2013 "ES" di Gianfranco Fino. Azienda giovane, nata nel 2004, ma già affermata quella di Gianfranco Fino, che vanta oltre 15 ettari di vigneto, in cui tutte le viti sono coltivate ad alberello secondo i principi dell'agricoltura biologica.  Questo vino, di cui se ne producono circa 15.000 bottiglie l'anno, nasce da uve raccolte dopo un lieve appassimento sulla pianta; le viti da cui queste si ottengono hanno un'età media di circa 60 anni e sono coltivate a circa 100 metri sul livello del mare. Il periodo di macerazione va da due a tre settimane, successivamente il vino matura per 9 mesi in barrique, per metà nuove e per metà di secondo passaggio. Diciamo subito che il vino potrà dare il meglio di se tra qualche anno, anche se si nota il timbro ed il carisma del "cavallo di razza". Il colore è un rosso rubino scuro, quasi impenetrabile. Al naso appare chiuso, piuttosto restio a palesarsi; solo dopo un pò ecco qualche accenno di note fruttate, floreali, vegetali e minerali che sono molto di più di una promessa. Anche il sorso, imponente e raffinato, di grande struttura e persistenza, lascia presagire un futuro di grandi successi. Vino giovane, non ancora pronto per essere apprezzato al meglio. Ci rivedremo tra qualche anno, promesso.

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