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Festa del Fagiolo Regina di Gorga - Stio (SA)

Venerdì, 17 Febbraio 2012 10:22 Scritto da 

Festa del Fagiolo Regina GorgaL'evento

Anche quest'anno, Gorga diventerà il palcoscenico per l'edizione annuale dell'evento enogastronomico, la Festa del Fagiolo Regina, in due serate 18/19 febbraio 2012.
L'evento, oltre a voler riscoprire questo prezioso alimento e la qualità ''Regina'', con le sue peculiarita organolettiche, è un importante occasione per ritrovare e valorizzare le antiche tradizioni e la nostra cucina cilentana.

La storia del fagiolo regina

Dalla terra di Gorga alla mensa regale. La leggenda vuole che la regina Maria Carolina d’Austria, capricciosa rampolla della corte borbonica, concentrasse il più dei suoi vizi nel cibo. I cortigiani erano alla continua ricerca di un piatto che la soddisfacesse per semplicità e gusto, come lei espressamente chiedeva, ma niente che provenisse dal Regno risultava essere all’altezza delle sue pretese. La notizia della ricerca di Maria Carolina e delle tremende punizioni che infliggeva ai soldati che tornavano con insuccesso dal Regno, arrivò ovunque, in ogni contrada del Regno. La risposta alla frenetica ricerca giunse da Gorga, uno dei più piccoli

casali del Cilento Centrale. Si narra che fu proprio un contadino del posto a presentarsi al cospetto della regina e che, solo dopo molte insistenze, riuscì a consegnare nelle mani della nobile, un sacchetto di fagioli. La regina Maria Carolina sorpresa per l’ardire del bifolco e incuriosita dal fatto che un pugno di volgari legumi potesse essere ciò che cercava, subito ordinò di cucinarli dietro consiglio dell’omaggiante. Dopo aver consumato la pietanza, si narra in modo non troppo regale, la compiaciuta Maria Carolina chiese il nome di quel tipo di fagiolo al quale mai avrebbe rinunciato di averne a corte in gran quantità: “ per noi è il fagiolo di Gorga, disse il contadino, ma per rendere omaggio a Sua Maestà, d’ora in avanti, lo chiameremo “il Fagiolo della Regina”. I fagioli “Regina” o “della Regina”, chiamati così in seguito alla diffusione della leggenda, in realtà sono coltivati da sempre in tutta l'area del comune di Stio, in particolar modo nella frazione Gorga. E' nei pressi di Gorga, dal tardo latino “gurges” “fiotto d'acqua” che nasce il fiume Alento, ed è proprio da questa terra fertile e ricca di sali minerali che si è diffusa una delle più importanti produzioni di legumi del Cilento interno, quella che ha reso celebri i “ciccimaretati” di Stio e i fagioli Regina di Gorga. La presenza di castagneti, la ricchezza di sorgenti, le basse temperature estive e la freschezza delle acque usate per l'irrigazione hanno conferito al terreno delle proprietà uniche e tali da rendere endemico ed altamente biologico il fagiolo Regina di Gorga. Dal punto di vista organolettico, un'alta concentrazione di zucchero nei semi delle piantine, accentuata dalle caratteristiche ambientali, riesce a rendere lento il processo di trasformazione in amido conferendo ai fagioli un tipico sapore dolciastro ed una più elevata digeribilità. I fagioli Regina hanno forma ovale o tondeggiante, il colore varia dal giallo pallido al bianco con striature più scure. Non richiedono lunghe cotture: vanno gustati in zuppe e minestre o come contorno. Le caratteristiche principali che differenziano i fagioli prodotti a Gorga sono essenzialmente: la tenerezza del prodotto, che li rende particolarmente appetibili e digeribili, la rapidità di cottura, che nel prodotto fresco allo stato ceroso è poco rilevante, mentre diventa evidente e caratterizzante nel prodotto secco, la particolare sapidità conferita dai metodi tradizionali di coltivazione, dal clima, dai terreni, dalle acque, dal rispetto del disciplinare di produzione.

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