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Falerno del Massico Rosso DOC - Camarato 2001 - Villa Matilde

Sabato, 14 Aprile 2012 17:32 Scritto da 

Questo vino viene prodotto esclusivamente nelle migliori annate con uve raccolte nel vigneto omonimo, uno dei più vecchi e meglio esposti delle tenute collinari di Villa Matilde. 

 

Scheda del vino

Vitigni: 80% Aglianico, 20% Piedirosso.

Collocazione geografica e caratteristiche del vigneto: Da vigneti (150 mt. s.l.m.) siti a Camarato- Tenute di S.Castrese - Sessa Aurunca. Natura del terreno: vulcanico con una buona dotazione di fosforo e potassio.

Sistema di allevamento: Gouyot con circa 6 gemme per pianta.

Resa per ettaro (in litri): Resa in vino 3.500 litri circa.

Epoca e conduzione della vendemmia: Ultima decade di ottobre.

Vinificazione: I grappoli, selezionati a mano uno per uno, vengono pigiati delicatamente ed il mosto così ottenuto fermenta insieme alle sue vinacce per 20/25 giorni ad una temperatura di circa 25°C.

Maturazione: Dopo la fermentazione malolattica, il vino affina in barriques di rovere di Allier per 12 mesi, 1/3 nuove, 1/3 di secondo passaggio, 1/3 di terzo passaggio.

Affinamento: Affinamento in bottiglia per altri 12/18 mesi.

Conservabilità: Lunghissimo invecchaimento. Conservabile per 12-15 anni.

Grado alcolico: Grado alcolico svolto: 14% vol

 

L'Azienda

L’antica tradizione enologica e la particolarità del terroir campano dell’Ager Phalernus, sono stati riscoperti, da questa azienda a conduzione familiare, nata negli anni sessanta, che ha saputo coniugare:
- cultura e ambiente,
- tradizione e innovazione,
- territorio e persone.

Negli anni ‘70 l’avvocato Francesco Paolo Avallone, appassionato cultore di vini antichi, riuscì ad individuare dopo anni di ricerche, coadiuvato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Agraria, le viti che un tempo davano vita al famoso Falerno, vino decantato sin dall’epoca romana e poi distrutto da un parassita devastante, la filossera, agli inizi del novecento.

Francesco Paolo Avallone ripiantò gli antichi vitigni del Falerno proprio nel territorio del Massico dove un tempo erano prosperati e fondò Villa Matilde, oggi affidata ai suoi due figli, Maria Ida e Salvatore.

La particolarità di quest’azienda vitivinicola solida e affermata è legata a tre fattori d’eccezione:
- il rispetto dell’ambiente
- l’importanza della qualità
- la sintesi efficace di tradizione e innovazione

I vigneti

Tenuta San Castrese

Lapillo, pietra lavica, materiale piroclastico, ceneri, una particolare roccia friabile chiamata tassone e l'aria del mare, poco distante. Sono questi gli elementi che rendono unici i vigneti dai quali si produce, tra gli altri, il Camarato. Gli ingredienti del terroir casertano di San Castrese mescolano in modo perfetto note minerali, dovute alla natura del territorio vulcanico e note marine e salmastre in un delicato equilibrio.

Le colline su cui sorgono i vitigni si sono formate grazie alle eruzioni del vicino vulcano di Roccamonfina, la composizione del terreno per la modalità grave della sua formazione eruttiva varia da vigna a vigna, il microclima inoltre davvero unico grazie a una catena di montagne che circonda le colline e protegge le viti dai venti e dal cattivo tempo.

Dagli ingredienti al vino: profumi diversi si fondono per allevare vitigni a bacca rossa Aglianico, Piedirosso, Primitivo, Abbuoto e il vitigno a bacca bianca della Falanghina, tutti sapientemente caratterizzati da struttura ed eleganza.

La Tenuta San Castrese di circa 50 ettari, quasi interamente coltivata a vigneto, eccetto 4 ettari di oliveto.

Altre tenute dell'azienda sono, sempre nel territorio casertano, la Tenuta Parco Nuovo, nel territorio beneventano la Tenuta Rocca dei Leoni e nel territorio avellinese le Tenute di Altavilla.

Analisi sensoriale

A giudicare dalla vivacità del colore non sembrerebbe un vino di nove anni (la degustazione risale al 2010). Bellissimo colore rosso rubino profondo con unghia che accenna a riflessi granati. Il profumo, intenso e persistente, nella sua complessità lascia spazio prima a note fruttate, nelle quali si distinguono sentori di frutti di bosco, seguite da note speziate ed infine eteree. Al palato risulta elegante, fresco e persistente. Vino equilibrato e con una buona corrispondenza naso-bocca (clicca qui per visualizzare la scheda analitico-descrittiva).

Scheda a punti

Nella nostra degustazione il vino ha totalizzato 91 punti su 100 (clicca qui per il dettaglio della scheda di valutazione punteggio).

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