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Falanghina

Grappolo falanghinaLa Falanghina è una varietà molto antica, le cui origini sono abbastanza misteriose, ma con buona certezza possiamo ritenere che fosse coltivata già ai tempi dei Romani.

Attualmente viene coltivata nella zona a nord di Napoli, nei Campi Flegrei, e nel Sannio. Dimenticata per lungo tempo, è stata riscoperta con successo negli ultimi due decenni, tanto da divenire, in pochi anni, un sinonimo di qualità ed un vanto per l’enologia della Campania. Il suo nome deriva probabilmente dal greco falangos, mutuato poi dai Latini in phalange in riferimento al significato di legata ad un palo. Infatti, sembrerebbe che, avendo questa varietà di vite portamento espanso, tradizionalmente veniva legata a pali di sostegno detti "falanga", da cui Falanghina, ossia "vite sorretta da pali".

Con l’abbandono dei sistemi di allevamento poco propensi alla qualità ma più adatti ad uve destinate alla distillazione, si è entrati nella storia moderna della Falanghina e del suo vino. I coltivatori, nel giro di pochi anni, hanno totalmente rivoluzionato i loro allevamenti adottando sistemi di potatura più rigidi e nuove tipologie di impianto, come quello a Guyot basso, portando la Falanghina alla sua massima espressione dal punto di vista qualitativo. Anche in cantina, i vinificatori, hanno lavorato tanto sulla qualità e la Falanghina è divenuta lentamente uno dei simboli dell'enologia italiana.

Si tratta di un vitigno a bacca bianca con grappoli a forma conica, con elevata densità e compattezza, e ben dotati di pruina. La foglia è media o piccola, cuneiforme, raramente orbicolare, trilobata e meno spesso pentalobata. Acino medio, sferoide, regolare con buccia spessa e consistente di colore grigio giallastro.

La pianta è vigorosa, e le sue rese sono nella media con punte che arrivano anche ad essere abbastanza elevate nelle annate favorevoli. Matura dalla seconda metà di settembre. È un'uva dotata di una buona fertilità, resistente alla peronospora e più sensibile allo oidio. Dotata di una buona concentrazione di zuccheri e di un'acidità media. Attualmente può essere categorizzata in due distinti cloni: il beneventano e il Flegreo. E' chiamata anche Fallanghina, Uva Falerna, Biancuzita, Falerno Veronese, Falanghina Verace.

La Falanghina produce vini intensi ed aromatici, con profondi profumi di frutta bianca, ananas, pesca, banana e mela che sfumano in un secondo naso floreale ed agrumato, tonificato da aromi di miele ed erba tagliata di fresco. Dopo due anni di maturazione entrano nel quadro olfattivo i profumi passiti e mentolati, i frutti bianchi secchi, le albicocche e l'anice, mentre la natura vulcanica di alcune zone conferisce sentori di selce.

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