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La Vite

Martedì, 11 Dicembre 2012 10:38 Scritto da 

La vite è una pianta rampicante della famiglia delle ampelidacee o vitacee che a sua volta appartiene all'ordine dei rhamnales.
Dal punto di vista della viticoltura, il genere che interessa è quello di Vitis delle ampelidacee, poiché la legge impone che sia la specie Vitis Vinifera il solo ceppo utilizzabile per la produzione di vino.

Le due sottospecie di Vitis Vinifera sono:

        • Vitis Sativa, quella coltivata e utilizzata per vinificare
          Vitis Silvestris, quella selvatica, dei boschi
        • La pianta della vite è strutturata in due parti:

apparato epigeo, che costituisce la vegetazione visibile al di sopra del terreno e presenta questi elementi:

foglie, che possono assumere varie forme ed assorbono acqua e sali minerali, ma soprattutto svolgono la funzione di fotosintesi clorofilliana;
tralci, che sostengono i capi a frutto
fusto o ceppo, è il tronco della vite con funzioni di sostegno

apparato ipogeo, che è in sostanza l'apparato radicale il quale ha funzioni di ancoraggio al terreno ed assorbimento di acqua e sali minerali

Grappolo

Ovviamente all'apparato epigeo appartiene anche il grappolo (vedi figura) nel quale si possono distinguere le seguenti parti:

il raspo o rachide o graspo, che è la ramificazione centrale tramite la quale il grappolo è appeso al ramo principale;
le foglie
i pampini, che uniscono la foglia al graspo
il grappolo vero e proprio, ovvero l'infruttescenza, a sua volta costituito di acini (detti anche bacche) di forma ovale, rotonda o a corno

 

 

Foglia

 

La foglia svolge la funzione di respirazione e assorbimento di sostanze (acqua,sali).

Altra importante funzione è la fotosintesi clorofilliana, il processo di conversione dell'energia solare in energia chimica, con trasformazione di acqua e CO2 in ossigeno e carboidrati.

 

 

Acino

Nel dettaglio nell'acino possiamo distinguere:

  • la parete esterna dell'acino che si chiama pericarpo (buccia) e contiene principalmente polifenoli (tannini e coloranti) e sostanze aromatiche (terpèni); è ricoperta da una sostanza cerosa, la pruìna, che contiene alcuni lieviti detti starter utili alla fermentazione;
  • la zona intermedia che è invece il mesocarpo (polpa) costituita da acqua zuccheri e acidi distribuiti in maniera non omogenea;
  • ed infine il nucleo che si chiama endocarpo e contiene i vinaccioli (semi) carichi di olio e tannini.

 

La pianta della vite ha due cicli biologici.

Il ciclo vitale riguarda le varie età della pianta. Una pianta di vite si dice:

giovane, fase di improduttività dal 1° al 3° anno
adulta, fase di normalità produttiva distinta increscente, dal 4° al 5° anno
costante, dal 6° al 20-25° anno
vecchia, oltre i 30 anni (anche se in realtà le viti con piede-franco possono risultare costanti addirittura fino ai 100 anni)

 

Il ciclo annuale di una vite è rappresentato dalle fasi che si succedono ogni anno e si divide in tre sottocicli (fasi fenologiche):

Attività radicale

pianto, durante il periodo di dormienza la linfa vitale va dalle radici alle foglie. Dai tralci escono gocce di linfa (pianto della vite).

Vegetativo

  • germogliamento, in aprile
  • accrescimento dei germogli , sviluppo dei rami normali e di quelli anticipati (femminelle), va da aprile ad agosto
  • agostamento, da agosto a novembre, maturazione del germoglio che da verde diventa marrone
  • riposo, dalla defogliazione di dicembre fino al germogliamento di aprile

Riproduttivo

  • comparsa grappolini, con sviluppo e formazione dei fiori
  • fioritura, nella prima metà di giugno apertura dei fiori (antési) e fecondazione con il polline (unione)
  • allegagione verso la metà di giugno passaggio dal fiore al frutto
  • ingrossamento, fino alla metà di agosto (dipende dalle varietà) accrescimento degli acini
  • invaiatura verso la metà di agosto colorazione delle bacche (in questa fase si può procedere all'eliminazione dei grappoli in eccesso per prediligere la qualità rispetto alla quantità)
  • maturazione, crescita del rapporto zuccheri/acidi all'interno delle bacche fino a settembre-ottobre

 

La vite, come tutte le piante, è purtroppo soggetta ad alcune avversità che possono influire negativamente sulla produzione finale. Queste avversità si possono così classificare:

non parassitarie, sono il gelo invernale, le gelate primaverili, la grandine, la carenza e/o l'eccesso di minerali, siccità o eccesso idrico (asfissia radicale), erbicidi, ecc.;
parassitarie, con malattie provocate da:virus (arricciamento, accartocciamento fogliare, suberosi corticale, legno riccio)
funghi (peronospora, mal dell'esca, oidio)
animali (ragnetti, tignole, fillossera, nematodi)

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