Martedì, 22 Ottobre 2013 11:39

Emblema Cantine Olivella

Buoni vini campani sotto i 10 euro...
Un vino bianco del Vesuvio, l'Emblema delle Cantine Olivella. Si tratta di un vino ottenuto dalla vinificazione di uve Caprettone in purezza.
Si presenta con un colore giallo paglierino scarico. Al naso si avvertono subito fiori bianchi ed un delicato sentore fruttato. In bocca mostra dapprima una "vulcanica" e pungente sapidità, accompagnata da una rinfrescante acidità. Finale leggermente amarognolo.

Lunedì, 21 Ottobre 2013 11:37

Falanghina del Sannio Feudi di San Gregorio

Buoni vini campani sotto i 10 euro...

Falanghina del Sannio dei Feudi di San Gregorio, vino dal colore giallo paglierino tenue con lucenti riflessi verdolini, dal profumo intenso e persistente e dal gusto fresco ed equilibrato, che ben si abbina a piatti a base di pesce e verdure.

 

 

Ciao, oggi voglio proporvi una ricetta per un primo piatto semplice e veloce. Si tratta delle orecchiette in salsa di broccoli con noci, pancetta ed emmenthal. Ecco la ricetta:

Ingredienti per due persone:

-        200 gr. di orecchiette

-        300 gr. di broccoli baresi

-        1 spicchio d’aglio

-        80 gr. di pancetta dolce

-        5 noci secche

-        30 gr. di emmenthal grattugiato

-        Sale, pepe ed olio extravergine d’oliva q.b.

Mercoledì, 10 Luglio 2013 12:46

Polipetti veraci in casseruola

Oggi fa molto caldo e non mi andava proprio di accendere i fornelli…Ma poi, passando in pescheria, ho visto dei fantastici polipetti veraci e non ho saputo resistere. Li ho comprati ed ho deciso di cucinarli in casseruola con i pomodori. Ecco la ricetta:

Ingredienti per 2 persone

4 polipetti veraci di media grandezza (circa 800 gr.)

1 cipolla

30 gr. di capperi

100 gr. di olive nere

300 gr. di pomodori maturi

Olio extra vergine d’oliva

Peperoncino

Prezzemolo

Sale

1 bicchiere di vino bianco secco

1 bicchiere d’acqua

4 fette di pane tostato

Domenica, 23 Giugno 2013 23:58

Babà rustico napoletano

Certo, visto il caldo degli ultimi giorni, forse la ricetta che sto per proporvi non è molto indicata…Diciamo però che la possiamo tenere in serbo per quando il clima sarà più “fresco”. Il fatto è che l’ho preparata qualche mese fa e solo adesso ho trovato il tempo per condividerla…meschino me! Si tratta della ricetta del Babà rustico napoletano.

Ingredienti per uno stampo per babà da 28 cm

  • 500 gr. di farina tipo “00”
  • 5 uova
  • 50 gr. di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 lievito di birra
  • 1 cucchiaio di olio di semi di mais
  • 1 bicchiere di latte tiepido
  • 100 gr. di pancetta tagliata tagliata a dadini
  • 200 gr. di salame napoletano tagliato a dadini
  • 200 gr. di provolone semi piccante tagliato a dadini
  • 200 gr. di scamorza tagliata a dadini
  • pepe
Lunedì, 20 Maggio 2013 11:25

Spaghetti con i cannolicchi

Ciao, oggi vi propongo la ricetta degli spaghetti  con cannolicchi di mare e julienne di zucchine e carote.

Ingredienti per due persone:

-          200 gr. di spaghetti

-          500 gr. di cannolicchi

-          2 zucchine piccole

-          2 carote piccole

-          8 pomodorini di collina

-          Sale, peperoncino, prezzemolo ed olio extravergine d’oliva q.b.

Ciao, oggi voglio proporvi una ricetta semplice, sfiziosa ma anche “godereccia”. Si tratta dei bucatini in crema di piselli con pancetta e granella di mandorle tostate.

Ingredienti per due persone:

  • 200 gr. di bucatini
  • 200 gr. di piselli
  • 80 gr. di pancetta
  • 15/20 mandorle pelate
  • 25 gr. di pecorino romano grattugiato
  • Sale, pepe ed olio extravergine d’oliva q.b.
Venerdì, 25 Gennaio 2013 16:29

Asprinio

Vitigno AsprinioL’Asprinio è coltivato in Campania soprattutto nelle province di Caserta e Napoli ma anche in alcune zone della Puglia. Deve il suo nome alle proprietà gustative del vino che se ne ricava. Recenti studi ampelografici sul DNA sembrerebbero ricondurre le sue origini ad un clone del vitigno greco, anche se queste ultime sono ancora controverse.

Vitigno a bacca bianca, presenta le seguenti caratteristiche varietali: foglia media, pentalobata; grappolo medio, conico e allungato, ed a volte alato, compatto o leggermente spargolo; acino medio, con buccia di medio spessore ricoperta di abbondante pruina, di colore grigio-verdastro e polpa di sapore neutro; necessita di potature ricche ed espanse. Ha buona tolleranza alla peronospora e all'oidio ma è facilmente attaccato dalla tignola. Matura a fine settembre/primi di ottobre.

Con questo vitigno si ottengono i vini D.O.C. Aversa Asprinio,Aversa Asprinio spumante.

L'area di produzione include 22 comuni, ricadenti nelle province di Caserta e di Napoli, il territorio dei comuni che in pratica facevano parte dell'antica Contea di Aversa: Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno in provincia di Caserta e Giugliano in Campania, Qualiano e Sant'Antimo posti adesso in provincia di Napoli.

Il vino ottenuto con l'Asprinio è un vino leggero, gradevole per la sua freschezza, di bassa gradazione alcolica ed acidulo, non troppo ricco di estratti. Il colore è giallo paglierino dai riflessi verdolini , mentre i profumi sono fruttati che richiamano l’agrumato. In particolare la spiccata acidità dell’Asprinio lo rende molto adatto alla spumantizzazione. Vino molto amato da Mario Soldati che scrisse: “Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprinio: nessuno. Perché i più celebri bianchi secchi includono sempre, nel loro profumo più o meno intenso e più o meno persistente, una sia pur vaghissima vena di dolce. L’Asprinio no. L’Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non lo si può immaginare se non lo si gusta... Che grande piccolo vino!".

Giovedì, 24 Gennaio 2013 12:30

Greco

Vitigno GrecoIl vitigno Greco proviene, come lascia intendere il nome, con tutta probabilità dalla Grecia. Originario della Tessaglia, fu importato in Campania dai Pelasgi, che ne diffusero la coltivazione prima nella provincia di Napoli e successivamente in alcune zone della provincia di Avellino, in particolare Tufo, il cui terreno ricco di zolfo ed altri minerali risultò adatto alla coltivazione di tale vitigno.

Possiamo tranquillamente affermare che il vino più noto fatto con questa varietà, è il Greco di Tufo la cui zona di produzione si trova a nord di Avellino intorno al comune di Tufo.

Il Greco è un vitigno a bacca bianca molto antico, senza alcun dubbio il più antico vitigno del territorio avellinese, già diffuso all’epoca dell'impero romano.

Gli acini sono medi o piccoli, sferoidali, la buccia pruinosa presenta un colore verde giallastro o grigio ambrato a seconda dell'esposizione solare. La foglia è piccola, e ha cinque lobi; il grappolo è grande e allungato, alato e molto compatto. Matura generalmente nel mese di ottobre

Zona di produzione del Greco di Tufo: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino.

Dal punto di vista organolettico, in linea generale, il vino si presenta con un colore giallo paglierino o dorato; odore intenso, fruttato di pesca, leggero ma persistente sentore di mandorla amara e fine; sapore secco, caldo, abbastanza morbido ed equilibrato, di corpo. Ottimo l’abbinamento con piatti a base di pesce.

Al Greco di Tufo da luglio 2003 è stato conferito l'ambito riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Martedì, 08 Gennaio 2013 09:45

Insalata di rinforzo

Piatto della tradizione napoletana è la regina del menù del cenone della Vigilia di Natale e, a Napoli, è quasi un delitto non prepararla in occasione di questa festa. Il nome insalata di rinforzo trae origine dal fatto che questa portata era utilizzata per rinforzare, rendere cioè più sostanziosa, la cena leggera a base di pesce prevista per la sera della Vigilia.

Ingredienti per 4 persone:

-        1 cavolfiore di media grandezza

-        2 papaccelle forti (sottaceto)

-        100 gr. di acciughe sotto sale

-        100 gr. di olive nere di Gaeta

-        200 gr di olive verdi

-        50 gr. di capperi sotto sale

-        200 gr. di giardiniera (sottaceti misti)

-        pepe, sale, olio extravergine d’oliva, aceto di vino q.b.

Mercoledì, 19 Dicembre 2012 12:26

Fiano

FianoIl Fiano è un vitigno a bacca bianca coltivato soprattutto nell'avellinese dove, grazie ad un clima mite in estate ma rigido d'inverno, con giornate calde e notti fredde e suoli argillosi e fertili, raggiunge risultati straordinari e da origine al vino Docg Fiano di Avellino.

Le origini di questa varietà sembrano risalire all'epoca romana, periodo nel quale tale vitigno era conosciuto sotto il nome di Vitis apiana.

Ha foglia orbicolare, di media grandezza, trilobata o pentalobata; grappolo piccolo o medio, serrato, piramidale con un'ala piuttosto sviluppata; acino medio, ellissoidale, con buccia resistente giallo dorata, con scarsa pruina. Ha buona vigoria e dà ottimi risultati in terreni di origine vulcanica ma, essendo un'uva molto versatile, rende bene anche su terreni argillosi e pesanti. Matura tra fine settembre ed inizio ottobre. Molti sono i sinonimi fra cui ricordiamo Fiore Mendillo, Minutola, Fiana o Foiana, Latino Bianco.

Nella sua zona d’elezione, l'Irpinia appunto, viene coltivato ad altitudini tra 400 e 700 metri. In quest'area si possono distinguere terroir molto differenti, con caratteristiche differenti e differenti sono i vini che qui si producono. Ad esempio troviamo vini rotondi e bilanciati nella zona di Lapio, molto opulenti verso Summonte, particolarmente minerali a Montefredane oppure molto delicati e eleganti verso San Michele.

Più in generale possiamo dire che il Fiano, soprattutto il Fiano di Avellino, è un vitigno capace di dar vita a vini di grande complessità, finezza aromatica e capacità di invecchiamento. Si presenta in genere con un colore giallo paglierino più o meno intenso con i tipici aromi di nocciola tostata, pera e spezie, caratterizzato da lunga persistenza e spesso grande complessità.

Riepilogo caratteristiche salienti:

Vigoria: elevata

Epoca di germogliamento: medio-precoce

Epoca di maturazione: media (tra fine settembre ed inizio ottobre)

Produzione: media e abbastanza costante

Peso medio del grappolo: medio-basso

Acino: medio, ellissoidale

Esigenze colturali: a causa dell'elevato vigore e della bassa fertilità delle gemme basali si adatta meglio a potature lunghe e ricche.

Sensibilità alle avversità: nella media, più sensibile all'oidio e all'acinellatura.

Potenziale enologico: conferisce un colore giallo paglierino scarico, un profumo fine e un sapore fresco e asciutto.

 

Martedì, 11 Dicembre 2012 10:38

La Vite

La vite è una pianta rampicante della famiglia delle ampelidacee o vitacee che a sua volta appartiene all'ordine dei rhamnales.
Dal punto di vista della viticoltura, il genere che interessa è quello di Vitis delle ampelidacee, poiché la legge impone che sia la specie Vitis Vinifera il solo ceppo utilizzabile per la produzione di vino.

Le due sottospecie di Vitis Vinifera sono:

        • Vitis Sativa, quella coltivata e utilizzata per vinificare
          Vitis Silvestris, quella selvatica, dei boschi
        • La pianta della vite è strutturata in due parti:

apparato epigeo, che costituisce la vegetazione visibile al di sopra del terreno e presenta questi elementi:

foglie, che possono assumere varie forme ed assorbono acqua e sali minerali, ma soprattutto svolgono la funzione di fotosintesi clorofilliana;
tralci, che sostengono i capi a frutto
fusto o ceppo, è il tronco della vite con funzioni di sostegno

apparato ipogeo, che è in sostanza l'apparato radicale il quale ha funzioni di ancoraggio al terreno ed assorbimento di acqua e sali minerali

Grappolo

Ovviamente all'apparato epigeo appartiene anche il grappolo (vedi figura) nel quale si possono distinguere le seguenti parti:

il raspo o rachide o graspo, che è la ramificazione centrale tramite la quale il grappolo è appeso al ramo principale;
le foglie
i pampini, che uniscono la foglia al graspo
il grappolo vero e proprio, ovvero l'infruttescenza, a sua volta costituito di acini (detti anche bacche) di forma ovale, rotonda o a corno

 

 

Foglia

 

La foglia svolge la funzione di respirazione e assorbimento di sostanze (acqua,sali).

Altra importante funzione è la fotosintesi clorofilliana, il processo di conversione dell'energia solare in energia chimica, con trasformazione di acqua e CO2 in ossigeno e carboidrati.

 

 

Acino

Nel dettaglio nell'acino possiamo distinguere:

  • la parete esterna dell'acino che si chiama pericarpo (buccia) e contiene principalmente polifenoli (tannini e coloranti) e sostanze aromatiche (terpèni); è ricoperta da una sostanza cerosa, la pruìna, che contiene alcuni lieviti detti starter utili alla fermentazione;
  • la zona intermedia che è invece il mesocarpo (polpa) costituita da acqua zuccheri e acidi distribuiti in maniera non omogenea;
  • ed infine il nucleo che si chiama endocarpo e contiene i vinaccioli (semi) carichi di olio e tannini.

 

La pianta della vite ha due cicli biologici.

Il ciclo vitale riguarda le varie età della pianta. Una pianta di vite si dice:

giovane, fase di improduttività dal 1° al 3° anno
adulta, fase di normalità produttiva distinta increscente, dal 4° al 5° anno
costante, dal 6° al 20-25° anno
vecchia, oltre i 30 anni (anche se in realtà le viti con piede-franco possono risultare costanti addirittura fino ai 100 anni)

 

Il ciclo annuale di una vite è rappresentato dalle fasi che si succedono ogni anno e si divide in tre sottocicli (fasi fenologiche):

Attività radicale

pianto, durante il periodo di dormienza la linfa vitale va dalle radici alle foglie. Dai tralci escono gocce di linfa (pianto della vite).

Vegetativo

  • germogliamento, in aprile
  • accrescimento dei germogli , sviluppo dei rami normali e di quelli anticipati (femminelle), va da aprile ad agosto
  • agostamento, da agosto a novembre, maturazione del germoglio che da verde diventa marrone
  • riposo, dalla defogliazione di dicembre fino al germogliamento di aprile

Riproduttivo

  • comparsa grappolini, con sviluppo e formazione dei fiori
  • fioritura, nella prima metà di giugno apertura dei fiori (antési) e fecondazione con il polline (unione)
  • allegagione verso la metà di giugno passaggio dal fiore al frutto
  • ingrossamento, fino alla metà di agosto (dipende dalle varietà) accrescimento degli acini
  • invaiatura verso la metà di agosto colorazione delle bacche (in questa fase si può procedere all'eliminazione dei grappoli in eccesso per prediligere la qualità rispetto alla quantità)
  • maturazione, crescita del rapporto zuccheri/acidi all'interno delle bacche fino a settembre-ottobre

 

La vite, come tutte le piante, è purtroppo soggetta ad alcune avversità che possono influire negativamente sulla produzione finale. Queste avversità si possono così classificare:

non parassitarie, sono il gelo invernale, le gelate primaverili, la grandine, la carenza e/o l'eccesso di minerali, siccità o eccesso idrico (asfissia radicale), erbicidi, ecc.;
parassitarie, con malattie provocate da:virus (arricciamento, accartocciamento fogliare, suberosi corticale, legno riccio)
funghi (peronospora, mal dell'esca, oidio)
animali (ragnetti, tignole, fillossera, nematodi)

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