Giovedì, 25 Maggio 2017 15:40

Wine Fitness sul Chianti Classico

Si è svolto giovedi 25 maggio 2017, nella suggestiva cornice di un salotto settecentesco, un nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi degli Enodegustatori Campani. Argomento della serata il Chianti Classico, antica denominazione, i cui primi confini furono tracciati nel 1716 dal Granduca Cosimo III de' Medici. In degustazione cinque vini di alcune tra le più prestigiose aziende toscane selezionati da Alessandro Farina:

Venerdì, 05 Maggio 2017 12:09

Wine Fitness sul Lambrusco

Nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi degli Enodegustatori Campani, stavolta dedicato al Lambrusco ed in particolare alla varietà "Lambrusco di Sorbara". Esistono differenti varietà di Lambrusco, delle cui origini ho parlato in questo post, ma in questa serata è stata posta l'attenzione su quello coltivato in provincia di Modena e precisamente nel territorio di Bomporto. Il comune si trova nella zona classica e storicamente più vocata, compresa tra i fiumi Panaro e Secchia. In quest'area i terreni sono di carattere prevalentemente alluvionale, caratterizzati da suoli sabbiosi, generati da antichi depositi fluviali. Il Lambrusco di Sorbara produce grappoli spargoli, che spesso presentano il fenomeno dell’acinellatura, ovvero della mancata fecondazione di molti acini. Una caratteristica che può provocare perdite di prodotto e, quindi,  rese scarse, ma che favorisce alti livelli qualitativi delle uve sane. Da questa particolare caratteristica del vitigno Lambrusco di Sorbara ne deriva, generalmente, la produzione di vini di maggior pregio rispetto ad altri tipi di Lambrusco. I vini ottenuti dalla varietà "Lambrusco di Sorbara" si distinguono per il colore, generalmente meno carico, e per il corpo più debole. Di seguito i vini degustati nel corso della serata.

Sabato, 22 Aprile 2017 00:04

Il Lambrusco

Con il termine Lambrusco si identifica in realtà non uno ma una famiglia di vitigni a bacca rossa, dai quali si ottengono differenti varietà di vino, coltivati prevalentemente in Emilia Romagna ma presenti anche in altre zone d’Italia come la Lombardia, il Trentino, il Veneto e la Puglia.
Le origini del Lambrusco sono antichissime e sono riportate in tantissime testimonianze scritte di famosi poeti e scrittori dell'antica Roma (potevano mai mancare? :-) ) , tra cui Virgilio, Plinio il Vecchio e Catone che, nello specifico, raccontano di una "Lambrusca Vitis", ovvero di una vite selvatica che produceva frutti dal gusto aspro e che cresceva ai margini delle campagne. Sembrerebbe essere proprio questa l’etimologia della parola Lambrusco, che pare derivi da labrum (margine dei campi) e ruscum (pianta spontanea).
Alle origini, pertanto, c’è la vite selvatica e spontanea dalla cui domesticazione hanno avuto origine tutta una famiglia di vitigni, che vengono generalmente indicati come "Lambruschi".

Sabato, 01 Aprile 2017 11:24

Il Primitivo in Puglia

Nuovo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi dell'associazione Enodegustatori Campani, presso il ristorante pizzeria "La Frasca" a Pozzuoli. Tema della serata sono stati i vini, ottenuti dalla vinificazione di uve Primitivo, prodotti in Puglia. Il Primitivo è un vitigno a bacca rossa, caratterizzato dalla precoce maturazione dell'uva, presente in tutta la regione Puglia da tempo e che dà i risultati migliori nei territori appartenenti alla zona di produzione delle DOC Primitivo di Manduria e Gioia del Colle.

Cinque i vini in degustazione accompagnati da due piatti tipici ovvero una focaccia pugliese e le orecchiette con piccole polpette di carne al sugo e cacioricotta.

Primo vino in degustazione il Primitivo Puglia IGP 2015 "Moi" di Varvaglione. Fondata nel 1921, l'azienda ha sede a Leporano in provincia di Taranto e conta ben 155 ettari vitati, per una produzione annua di circa un milione e mezzo di bottiglie. Colore non molto vivace, nonostante la sua giovane età. Al naso si è fatto un pò attendere,  prima di aprirsi con sentori fruttati, amarena e mirtilli, e floreali. Il sorso è risultato essere pulito, piacevole e ben equilibrato.

Venerdì, 10 Marzo 2017 16:35

Amarone Classico DOCG 2011 Zenato

L’anima e il cuore dell'Azienda Vitivinicola Zenato risiedono in Veneto nelle antiche terre del Lugana e della Valpolicella, luoghi dal clima mite e di impareggiabile fascino che si affacciano sulla sponda veneta del Lago di Garda.

I vigneti dell'azienda si estendono per 75 ettari nella tenuta Zenato di S. Cristina a San Benedetto di Lugana e nella tenuta Costalunga in Valpolicella; ed è in quest'ultima che vengono coltivati i rinomati vitigni Corvina, Rondinella e Oseleta che danno poi vita all'Amarone Zenato.

Prodotto dalle migliori uve della tenuta Costalunga, a S. Ambrogio nella zona classica della Valpolicella, l'Amarone Zenato è ottenuto da un 80% di Corvina, un 10% di Rondinella e un 10% di Oseleta. A seconda dell'annata, la vendemmia avviene tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre. La raccolta è rigorosamente manuale. Le uve, dopo la raccolta e un'accurata selezione, vengono lasciate riposare nel fruttaio per un periodo che varia da 3 a 4 mesi in cassette, curando la spaziatura tra grappolo e grappolo per favorire il corretto e migliore appassimento. Le uve appassite vengono poi pigiate e macerate sulle bucce per 15-20 giorni alla temperatura di 23-25°C. Il nuovo vino viene affinato in botti di rovere per un periodo minimo di 36 mesi. Segue l'imbottigliamento ed un lungo periodo di affinamento in vetro.

Alla vista il vino si presenta con un intenso colore rosso rubino. Al naso è di buona intensità, grande complessità e buona finezza. Sensazioni di marasca, prugna e pepe nero si susseguono. A seguire note vegetali, cioccolato e tabacco. Il sorso è caldo, morbido, avvolgente, quasi vellutato. E' ben bilanciato, di buona scorrevolezza e lunga persistenza. I tannini sono ben presenti ma delicati. Ottimo vino, ideale per accompagnare piatti strutturati e complessi come arrosti, selvaggina e formaggi stagionati, ma che può essere bevuto anche da solo come vino da meditazione. Voto 90/100.

 
 
Venerdì, 17 Febbraio 2017 23:12

Wine Fitness, il Ciro'

Secondo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi dell'associazione Enodegustatori Campani, dedicato ai vini Ciro', la più famosa denominazione di origine della Calabria, terra da sempre vocata alla produzione di vini di qualità tanto che i primi coloni greci la battezzarono Enotria, prima che questo nome venisse poi esteso all'Italia tutta. Il vino Cirò viene prodotto in provincia di Crotone nei comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte nei territori di Melissa e Crucoli nelle varianti bianco, rosato e rosso. Nel corso della serata l'attenzione è stata concentrata su quest'ultima tipologia attraverso la degustazione di sei vini. La serata si è svolta, giovedì 16 febbraio, presso il "Ramblas Tapas Ristorante" di Grumo Nevano dove il patron Raffaele Santullo ci ha deliziato con diversi assaggi di cucina spagnola. Di seguito le mie personali note degustative circa i sei calici proposti.

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 22:20

Cellaia Cilento rosso DOP 2015 Marino

La famiglia Marino coltiva da generazioni, in Agropoli, un’autentica passione per il vino. Fu negli anni ’70 che Lorenzo Marino diede inizio alla produzione di vini con pregiate uve ottenute dai vigneti di proprietà in località Moio ad Agropoli. Nacque così, nel 1977, l’Azienda Agricola Marino e dopo tre anni fu imbottigliato il primo vino “Fonte del Saraceno”, un rosso da tavola da uve di Aglianico. Oggi, il figlio Raffaele guida l’Azienda di famiglia che si estende su 25 ettari. Nel 2016 l’Azienda ha aderito al programma di agricoltura biologica.

Sulle colline prospicienti la baia di Trentova sorgono i 13 ettari di vigneti dell’Azienda a 250 metri di altitudine e a poca distanza dal mare. Le varietà coltivate sono soprattutto Aglianico, Piedirosso e Fiano.

Il Cellaia rosso è ottenuto da uve Aglianico e Piedirosso. Colore rosso rubino carico con riflessi porpora. Al naso è fine, con sentori di marasca, frutti di bosco e fiori di campo. Il sorso è piacevole, fresco e ben bilanciato. Torna al gusto la nota di marasca presente all'olfatto. Vino di buona fattura e dal buon rapporto qualità/prezzo.

Anche se la Cantina I Borboni di Lusciano ha origini antiche, che risalgono ai primi anni del Novecento, il marchio I Borboni nasce "solo" nel 1982 per merito del Cav. Nicola Numeroso,  personaggio carismatico, al quale va riconosciuto il fatto di essersi tanto prodigato per salvare dal pericolo di estinzione l’antico vitigno Asprinio d’Aversa, e di aver dato un contributo fondamentale a fargli ottenere prima l’Igt e dal 1993 il riconoscimento della Doc.

La totale secchezza di questo vitigno unita ad una pronunciata acidità, ne fanno uva d'elezione per la produzione di ottimi spumanti, soprattutto col metodo Martinotti-Charmat.

Ennesima riconferma di questa teoria è l'Asprinio Spumante Extra Brut Millesimato 2013 I Borboni. Colore giallo paglierino brillante con riflessi verdastri, presenta spuma bianchissima ed un perlage di buona finezza. Il profumo è agrumato, di limone e di pompelmo, unito a sentori di crosta di pane e ad un tenue finale di erbe aromatiche. In bocca è una stilettata, decisamente acido e salato, fruttato ed erbaceo. Finale strutturato e persistente. Ottimo come aperitivo, si lascia bere che è un piacere anche a tutto pasto.

 

Sabato, 21 Gennaio 2017 21:45

Il Falerno del Massico

Primo appuntamento Wine Fitness, la palestra dei sensi dell'associazione Enodegustatori Campani, dedicato al Falerno del Massico. Attraverso la degustazione di cinque vini, più una chicca finale, è stato tratteggiato il profilo di quella che viene considerata, in un certo senso, la più antica denominazione d'origine del mondo, infatti gli antichi romani usavano conservare il vino Falerno in anfore chiuse da tappi muniti di targhette (pittacium) che ne garantivano l’origine e l’annata. I sei calici proposti hanno approcciato le varie anime e filosofie produttive che caratterizzano questo territorio. Di seguito le mie personalissime impressioni sui vini degustati nel corso della serata.

Il Lacryma Christi è vino storico, vino dal passato glorioso intorno al quale però resta sempre l'alone di un vino "vecchio", un vino fine a se stesso da vendere ai turisti, e questo ha appannato un pò la sua immagine. Per fortuna, negli ultimi anni, l'opera caparbia ed orgogliosa di alcune nuove aziende sta dando nuovo slancio al Lacryma Christi e a tutta la denominazione Vesuvio, tra le più interessanti della Campania. Tra queste è sicuramente da annoverare l'Azienda Agricola "Giacomo Ascione", proprietaria del marchio "Vigna delle Ginestre", nuova realtà a conduzione familiare che ha l'obiettivo di riportare il vino del Vesuvio alla fama leggendaria e ai riconoscimenti che lo hanno caratterizzato storicamente.
Il nome "Vigna delle Ginestre" richiama alla mente la famosa poesia di Giacomo Leopardi ed il fiore diffuso nell'areale vesuviano; infatti, la vigna storica dell'azienda sorge proprio alle spalle della villa che ospitò il poeta nella prima metà del '800. Successivamente, a questi due ettari vitati di proprietà se ne sono aggiunti altri, sempre caratterizzati dalla presenza di suoli vulcanici dove le viti sono coltivate a "piede franco".

Il Lacryma Christi del Vesuvio Bianco DOP 2015 Vigna delle Ginestre, ottenuto da uve Coda di Volpe per l'85% e Greco per il restante 15%, matura in solo acciaio. Si presenta con un vivace e luminoso colore giallo paglierino. Al naso è fruttato, ecco quindi delicate e fragranti note di frutta a polpa gialla, pesca ma anche mandarino, e floreale con un intenso profumo di ginestre vesuviane. Ma dopo qualche minuto di permanenza nel bicchiere ecco emergere sentori erbacei di macchia mediterranea, erbe aromatiche mentuccia in particolare, tutto su un fondo sulfureo. Il sorso è tondo, morbido e piacevole; vino di buon corpo, caratterizzato da una vitale sapidità, da una notevole persistenza e da un invidiabile equilibrio.

Raffaele Moccia è ritenuto, a ragione, un grande maestro del piedirosso perché è stato tra i primi a capire come meglio trattare questo difficile vitigno. È grazie a persone come Raffaele che il piedirosso sta vivendo una nuova stagione in cui, per fortuna, non c'è più spazio per le "tipiche puzzette" e diventa, vivaddio, sempre più facile imbattersi in vini nobili ed eleganti. Quella dell'azienda Agnanum può tranquillamente essere annoverata nell'ambito della "viticultura eroica" italiana. Infatti, i circa quattro ettari di vigneto dell'azienda, si trovano all'interno del cratere degli Astroni; la vigna è allevata sopra stretti terrazzamenti ricavati su un terreno scosceso e sabbioso. Siamo ad Agnano, zona di produzione della doc Campi Flegrei appartenente al comune di Napoli.

Affinato in acciaio, il Piedirosso dei Campi Flegrei DOC 2013 di Agnanum è un vino sontuoso. Il colore è rosso rubino-porpora vivo, il naso, potente ed elegante, è vinoso, sa di piccoli frutti rossi, di amarena e ancora di note speziate,leggermente pepato, di erbe e di fiori; il sorso è succoso e corposo, fresco e sapido, vellutato e beverino, e la corrispondenza gusto-olfattiva totale. Un gran bel vino, piacevolissimo dal primo all'ultimo sorso.

 

Siamo nei Campi Flegrei e precisamente tra Monteruscello e Licola nel comune di Pozzuoli. È qui che si estendono i pochi ettari di vigneto di questa piccola grande realtà dell'enologia flegrea. Ma veniamo al vino. Colore giallo paglierino carico e brillante; al naso note fresche di agrumi e fiori gialli, seguite da delicate nuances di erbe aromatiche ed elegante sentore di miele; il sorso, pulito e ben equilibrato, mostra una freschezza ancora ben presente ma amalgamata al corpo del vino; tornano le sensazioni fruttate e le note dolci del miele; segue una nota marina sapida che allunga il finale persistente e piacevole. Insomma la Falanghina 2013 di Contrada Salandra è una vera e propria chicca, un vino che spariglia le carte, che sovverte il sentimento comune sviluppatosi intorno a questo vitigno.

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