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Martedì, 31 Gennaio 2012 11:30

Avellino

L’Irpinia è la patria dei più grandi vini della regione, innanzitutto il Taurasi, prima docg della Campania, successivamente affiancata da due immensi bianchi, il Fiano e il Greco, e, recentemente, dall'aglianico del Taburno.

Dall’aglianico coltivato sulle zolle calcaree, pietrose e argillose nell’area dell’antico borgo di Taurasi, allevato perlopiù a spalliera bassa, dopo tre anni di invecchiamento necessari a domare tannini ribelli e impetuosi, nasce il Taurasi, vino complesso, concentrato, elegante e dalla personalità affascinante ed unica. Vino difficile, ostico che, se non vinificato con attenzione, stenta all'inizio a dare il meglio di sè. Ma, superate le difficoltà iniziali, una volta smussati gli angoli delle giovanili sensazioni gustative di asprezza e astringenza, ecco che ci troviamo di fronte un vino infinitamente grande, fra quelli campani, il vino più affascinante e di spessore.
Dall'aglianico, a seconda del terroir, nascono vini diversi ma tutti caratterizzati da un'austera muscolosità che culminano proprio nel Taurasi, un vino robusto ma che non è mai eccessivo. Nella sua espressione più alta, è infatti elegante, con una buona dose di tannini derivanti dal suolo calcareo, ma morbidi e avvolgenti, con un buon frutto e forti sentori di spezie già a pochi mesi dalla vendemmia. Ha notevole capacità d'invecchiamento, anche oltre i dieci anni, e con l'evoluzione raggiunge aromi complessi di liquerizia, sottobosco e caffé.
Eccezionali anche i bianchi irpini, greco di Tufo e fiano, forti, concentrati e profumati, di grande serbevolezza. Il greco di Tufo, vitigno ellenico, fa parte della famiglia delle uve greche presenti, con vari nomi, un po' in tutt'Italia. Grazie ad un terroir particolare, Tufo era ricco di miniere di zolfo, che restituisce a quest'uva, e al vino, profumi e caratteristiche molto peculiari, qui si ottiene un prodotto molto particolare. Rispetto al cugino fiano ha minori profumi ed è più nervoso e difficile da interpretare. Il fiano inizialmente veniva coltivato per ottenere un vino dolce. E, forse, proprio per questo il fiano è stato per anni poco conosciuto e apprezzato, per essere poi riscoperto solo da quando si è iniziato a vinificarlo secco. Vitigno tipico dell’area irpina, da qualche anno sta dando grandi risultati, in struttura e profumi, anche nel Cilento. Si tratta certamente di uno dei vini più eleganti del Sud: basse rese naturali, grandi estratti secchi, il fiano è complesso, strutturato, con profumi di frutta matura, anche tropicale, di fiori gialli e sentori di nocciola.

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Lunedì, 30 Gennaio 2012 15:40

I principali vitigni in Campania

Tra le varietà autoctone campane che riescono ad esprimere i vini di maggiore livello qualitativo sicuramente bisogna elencare il Piedirosso, la Falanghina, la Coda di Volpe, il Fiano e il Greco.

Il Piedirosso è un vitigno a bacca rossa che deve il suo nome ai suoi "piedi rossi" ovvero ai suoi raspi che, nella fase di avanzata maturazione dei grappoli, assumono un caratteristico coloro rosso (in dialetto viene chiamato Pèr ‘e Palummo, cioè "piede del palombo", per via del terminale del raspo simile alla zampa del piccione). E' un vitigno da sempre utilizzato negli uvaggi ma vinificato da solo ha dimostrato di poter produrre vini dalla spiccata personalità gusto-olfattiva, offrendo ottimi risultati anche in surmaturazione.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca di origine greca. La sua maturazione tardiva consente ai produttori di modulare a proprio piacimento il periodo della raccolta, spesso in epoca di surmaturazione, in modo da ottenere profili di acidità e alcool coerenti con la propria idea di piacevolezza dei prodotti. E' a questo che si deve l'enorme differenza qualitativa delle numerose etichette presenti oggi sul mercato nonché ad un enorme successo di vendite che ha spinto i produttori ad aumentare le rese e a produrre dei vini di basso spessore qualitativo.

Domenica, 29 Gennaio 2012 20:04

Denominazioni vino Campania

DOCG

 D.O.C.G.

Taurasi
D.M. 11.03.1993, D.P.R. 26.03.1970, D.M. 30.11.91

Vitigni : Aglianico (min. 85%), altri (max 15 %);


Zona di produzione : Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul calore, torre le Nocelle e Venticano.

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Greco di Tufo
D.M. 18.07.2003

Vitigni: Greco (min. 85%), Coda di volpe bianca (max 15 %);
    
Zona di Produzione : Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

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Fiano di Avellino
D.M. 18.07.2003

Vitigni:Fiano(min. 85 %),Greco,Coda di volpe bianca e/o Trebbiano T.(max 15 %);

Zona di Produzione : Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino.

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Aglianico del Taburno
Gazzetta n. 236 del 10 ottobre 2011

Vitigni: Aglianico, minimo 85 %; per la restante parte possono concorre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione in provincia di Benevento, fino ad un massimo del 15%;

Zona di Produzione : Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto,Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Caudio.

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DOC

D.O.C.


Ischia
D.P.R. 03.03.1966 e D.M. 31.07.1993

Vitigni.
Bianco * : Forastera (45-70 %), Biancolella (30-55 %), altri (max 15 %);
Rosso : Piedirosso(loc detto Per'e palummo) (40-50 %), Guarnaccia(40-50%),altri (max 15%);
Biancolella : Biancolella (min. 85 %), altri (max 15 %);
Forastera : Forastera (min. 85 %), altri (max 15 %);
Per 'e palummo (Piedirosso) : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min 85 %), altri (max 15 %);
* L'Ischia, bianco se raggiunge la gradazione alcolica di 11,50 % può essere commercializzato come superiore.
Zona di Produzione : Isola d’Ischia.


Solopaca
D.P.R. 20.09.1973, D.M. 12.10.1992, D.M. 30.10.1992

Vitigni.

Bianco * : Trebbiano T. (40-60%), Falanghina, Coda di volpe bianca, Malvasia di Candia (localmente denominata uva Cerreto) (max 20 %), altri (max 20%);

Rosso*: Sangiovese (50-60%), Aglianico (20-40%), altri (max 30%);
Rosato : Sangiovese (50-60%), Aglianico (20-40%), altri (max 30%);
Falanghina : Falanghina (min. 85%), altri (max 15 %);
Aglianico : Aglianico (min. 85%), altri (max 15 %);

*Il vino Solopaca nei tipi bianco e rosso, se prodotti con uve provenienti da parte dei territori del Comune di Solopaca, con una produzione per ettaro non superiore a 120 qli.per il bianco e 100 qli. per il rosso, con una gradazione alcolica non inferiore a 12% vol. per il bianco e 12,5% per il rosso, possono riportare, sull'etichetta, la dicitura Classico.
Il vino Solopaca nel tipo rosso, se invecchiato in botte per un anno e con gradazione alcolica minima del 12,50 %, può essere denominato superiore

Zona di Produzione : Solopaca, Castelvenere, Guardia Sanfrondi, San Lorenzo Maggiore e parte del territorio dei comuni di Cerreto Sannita, Faicchio, Frasso Telesino, Melizzano, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Telese, Vitulano.


Capri
D.P.R. 07.09.1977

Vitigni.
Bianco : Falanghina (min. 30 %), Greco (max 50 %), Biancolella (max 20 %);
Rosso : Piedirosso ( min. 80 %), altri (max 20%);

Zona di Produzione : Isola di Capri.


VESUVIO e LACRYMA CHRISTI del VESUVIO
D.P.R. 13.01.1983, D.M. 31.11.1991

Vitigni.
Bianco : Coda di volpe bianca (loc. detta Caprettone) e/o Verdeca (min. 80 %), Falanghina e/o Greco (max 20 %);
Rosso  : Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %), Aglianico (max 20 %);
Rosato : Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %), Aglianico (max 20 %);

Zona di Produzione : Boscotrecase, Trecase, San Sebastiano al Vesuvio E parte del territorio amministrativo dei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano,Portici, Cercola, Pollena – Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana.

Note: Qualora i vini raggiungano gradazioni alcoliche inferiori, ma comunque pari o superiori a 11% per il bianco, e a 10,50% per il rosso e il rosato, essi dovranno essere denominati Vesuvio e non potranno riportare in etichetta la dicitura Lacryma Christi.


Cilento
D.P.R. 03.05.1989, D.M. 28.02.1995

Vitigni.     
Bianco : Fiano (loc. detto Santa Sofia) (60-65 %), Trebbiano T. (20-30 %), Greco e/o
Malvasia b. (10-15 %), altri (max 10 %);
Rosso : Aglianico (60-75 %), Piedirosso e/o Primitivo (15-20 %), Barbera (10-20 %), altri (max 10 %);
Rosato : Sangiovese (70-80 %), Aglianico (10-15 %), Primitivo e/o Piedirosso (10-15 %), altri (max 10 %);
Aglianico : Aglianico (min. 85 %), Piedirosso e/o Primitivo (Max 15 %);

Zona di Produzione : Agropoli, Alfano, Ascea, Camerota, Campora, Capaccio, Cannalonga, Casaletto, Spartano, Casalvelino, Castellabate, Castelnuovo Cilento, Celle di Bulgheria, Centola, Ceraso, Cicerale, Cuccaro Vetere, Futani, Gioi Cilento, Giungano,Ispani, Laureana Cilento, Laurito, Lustra,
Magliano Vetere, Moio della Civitella, Montano Antilia, Montecorice,
Monteforte Cilento, Morigerati, Novi Velia, Ogliastro Cilento, Omignano, Orria, Perdifumo, Perito, Pisciotta, Pollica, Prignano Cilento, Roccagloriosa, Rofrano, Rutino, Salento, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, Santa Marina, Sapri, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella Cilento, Stio, Torchiara, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella, Trentinara, Vallo della Lucania e Vibonati.


Taburno
D.P.R 29.10.86, D.M. 02.08.1993

Vitigni.     
Bianco : Trebbiano T. (40-50%), Falanghina (30-40%), altri (max 30%);
Rosso : Sangiovese (40-50%), Aglianico (30-40%), altri (max30%)
Falanghina:  Falanghina (min. 85 %), altri (max 15 %);
Greco : Greco (min. 85 %), altri (max 15 %);
Coda di Volpe : Coda di volpe bianca (min. 85 %), altri (max 15 %);
Piedirosso : Piedirosso (min. 85 %), altri (max 15 %);

Zona di Produzione : Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto,Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Caudio.


Falerno del Massico
D.P.R.: 03.01.1989, D.M. 31.10.1993

Vitigni.     
Bianco : Falanghina in purezza;
Rosso * : Aglianico (60-80 %), Piedirosso (20-40 %), Primitivo e Barbera (max 20 %);
Primitivo ** :  Primitivo (min. 85 %), Aglianico con Piedirosso e/o Barbera (max 15 %);

* Il Falerno del Massico, rosso, se invecchiato per tre anni, di cui uno in botte, può riportare in etichetta la dicitura riserva.
** Il Falerno del Massico, Primitivo, se invecchiato per non meno di due anni, di cui uno in botte, può riportare in etichetta la dicitura riserva o vecchio.

Zona di Produzione : Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola.


Castel San Lorenzo
D.P.R.: 6.11.91

Vitigni.     
Bianco : Trebbiano T. (50-60 %), Malvasia B. (30-40 %), altri (max 20 %);;
Rosso : Barbera (60-80 %), Sangiovese (20-30 %), altri (max 20 %);
Rosato : Barbera (60-80 %), Sangiovese (20-30 %), altri (max 20 %);
Barbera ** : Barbera (min. 85 %), altri (max 15 %);
Moscato * : Moscato B. (min. 85 %), altri (max 15 %);


* Il Castel San Lorenzo, Moscato, se immesso al consumo con una gradazione alcolica non inferiore a 13,50%, di cui l'8,50 % svolti, può riportare in etichetta la dicitura lambiccato.
** Il Castel San Lorenzo, Barbera, se invecchiato per non meno di 2 anni, di cui almeno 6 mesi in botte, e con una gradazione alcolica non inferiore a 12,50%, può riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Castel San Lorenzo, Bellosguardo, Felitto ed in parte quello dei comuni di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati.


Asprinio di Aversa
D.P.R.: 31.07.1993, D.M. 09.02.1994

Vitigni Bianco : Asprinio (min. 85 %), altri (max 15 %);

Zona di Produzione : Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce,
Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola – Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Giugliano, Qualiano e Sant’Antimo.


Guardiolo o Guardia Sanframondi
D.P.R.: 02.08.1993

Vitigni.     
Bianco : Malvasia di Candia (50-70 %), Falanghina (20-30 %), altri (max 10 %);
Rosso : Sangiovese (min. 80 %), altri (max 20 %);
Rosato : Sangiovese (min. 80 %), altri (max 20 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), atri (max 10 %);
Aglianico : Aglianico (min. 90 %), altri (max 10 %);

Il Guardiolo, rosso e Aglianico se invecchiati per almeno 2 anni, di cui almeno 6 mesi in botte e con una gradazione alcolica non inferiore a 12,50%, possono riportare in etichetta la dicitura riserva. Il Guardiolo, rosso può essere utilizzato per produrre un vino novello.

Zona di Produzione : Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo e
Castelvenere.


Sant’Agata dei Goti
D.P.R. 3.8.1993

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (40-60 %), Greco (40-60 %), altri (max 20 %);
Rosso * : Aglianico (40-60 %), Piedirosso (40-60 %), altri (max 20 %);
Rosato : Aglianico (40-60 %), Piedirosso (40-60 %), altri (max 20 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), atri (max 10 %);
Greco : Greco (min. 90 %), altri (max 10 %);
Aglianico ** : Aglianico (min. 90 %), altri (max 10 %);
Piedirosso *** : Piedirosso (min. 90 %), altri (max 10 %);

* Il “Sant'Agata de' Goti” rosso può essere utilizzato per designare il vino “Novello”ottenuto seguendo le vigenti norme per i vini novelli.
** Il Sant'Agata dei Goti,Aglianico, se invecchiato per almeno 2 anni in botte e uno in bottiglia, e in possesso di una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva.
*** Il Sant'Agata dei Goti , Piedirosso, se invecchiato per almeno 2 anni in botte, con una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva
Zona di Produzione : Sant’Agata dei Goti.


Penisola Sorrentina, Gragnano, Lettere, Sorrento
D.M. 3.10.1994

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (min. 40 %), Biancolella e/o Greco (max 20 %), altri (max 40 %);
Rosso : Piedirosso (loc. detto Per' e Palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella ) e/o Aglianico (max 20 %), altri (max 40 %);
Rosso frizzante naturale : Piedirosso (loc. detto Per' e Palummo ) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella ) e/o Aglianico (max 20 %), altri (max 40 %);
 
Il vino Penisola Sorrentina, rosso frizzante può essere denominato Gragnano o Lettere se deriva da uve provenienti da vigneti siti nei comuni di di Gragnano, Pimonte e Castellammare di Stabia (in parte) - per il Gragnano - Lettere, Casola, Sant'Antonio Abate (in parte) - per il Lettere. In tal caso le produzioni non devono superare i 90 qli/Ha e la gradazione alcolica non deve essere inferiore a 11%

Zona di Produzione : Gragnano, Pimonte, Lettere, Casola di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Meta, Sant’Agnello, Massa Lubrense, Vico Equense, Agerola e parte del territorio dei comuni di Sant’Antonio Abate  e Castellamare di Stabia.

 


Campi Flegrei
D.M. 3.10.1994

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (50-70 %), Biancolella e/o Coda di volpe bianca (10-30 %), altri (max 30%);
Rosso : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (50-70%), Aglianico e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (10-30 %), altri (max 30 %);
Falanghina : Falanghina (min. 90 %), altri (max 10 %);
Per 'e palummo o Piedirosso * : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 90 %), altri (max 10 %);

* Il Campi Flegrei, Per 'e Palummo o Piedirosso, se invecchiato per almeno 2 anni, in possesso di una gradazione alcolica non inferiore a 12 %, può riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte dei comuni di Napoli e Marano di Napoli.


Costa d’Amalfi, Furore, Ravello e Tramonti
D.M. 10.08.1995

Vitigni.     
Bianco : Falanghina (loc. detta Biancazita) (min. 40 %), Biancolella (loc. detta Biancatenera ) (min. 20 %), atri (max 40 %);
Rosso *: Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc. detto Olivella) e/o Aglianico (max 60%), atri (max 40%);
Rosato : Piedirosso (loc. detto Per 'e palummo) (min. 40 %), Sciascinoso (loc detto Olivella) e/o Aglianico (max 60 %), altri (max 40 %);

I vini Costa d'Amalfi, bianco, rosso e rosato, ottenuti in vigneti siti nei comuni di Furore, Praiano, Conca dei Marini, e Amalfi, con produzioni non superiori a 90 qli/Ha, per il rosso e rosato, e 100 qli/Ha, per il bianco, possono essere denominati Furore, se immessi al consumo con gradazione alcolica non è inferiore a 11% e 11,50 %, rispettivamente.

I vini Costa d'Amalfi,bianco, rosso e rosato possono esser denominati Ravello,se provenienti da vigneti siti nei comuni di Ravello, Scala, Minori e Atrani con produzioni non superiori a 120 qli/Ha per il bianco, e 110 qli/Ha, per il rosso e rosato, se immessi al consumo con gradazione alcolica non inferiore a 11%vol per il bianco e 11.5% per il rosso.

I vini Costa d'Amalfi,bianco, rosso e rosato possono esser denominati Tramonti se provenienti da vigneti siti nei comuni Tramonti e Maiori, con produzioni non superiori a 120 qli/Ha per il bianco, e 110 qli/Ha, per il rosso e rosato, se immessi al consumo con gradazione alcolica non inferiore a 11%vol per il bianco e 11.5% per il rosso.
* I vini Ravello, Furore e Tramonti, rosso se invecchiati per due anni, di cui uno in botte, potranno riportare in etichetta la dicitura riserva.

Zona di Produzione : Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Tramonti, Furore, Praiano, Positano, Amalfi, Conca dei Marini.

 

Galluccio
D.D. 4.08.1997

Vitigni.     
Bianco : Falanghina minimo 70% e altri a bacca bianca max 30%
Rosso : Aglianico minimo 70% e altri a bacca nera max 30%
Rosato : Aglianico minimo 70% e altri max 30%;

Il Galluccio, rosso, se di gradazione non inferiore a 12%vol e sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botte, può portare in etichetta la specificazione "riserva".

Zona di Produzione : Conca della Campania, Galluccio, Mignano Monte Lungo,  Rocca d’Evandro e  Tora e Piccilli.


Sannio
D.D.: 5.08.1997

Vitigni.     
Bianco *: Trebbiano toscano (min. 50%), altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 50%):
Rosso *: Sangiovese 50%, altri vitigni a bacca nera autorizzati (50%);
Rosato *: Sangiovese 50%, altri vitigni a bacca nera autorizzati (50%);
Barbera ** : Barbera minimo 85%altri vitigni a bacca nera autorizzati (max15%);
Coda di Volpe ** : Coda di Volpe minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Falanghina ** : Falanghina minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Fiano ** : Fiano minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Greco ** : Greco minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Moscato ** : Moscato minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Aglianico ** : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Piedirosso ** : Piedirosso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Sciancoso ** : Sciancoso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).

* E' prevista la tipologia frizzante
** E' prevista la tipologia spumante

Zona di Produzione : Intera provincia di Benevento.


Irpinia
D.M.:13.09.2005

Vitigni.     
Bianco : Greco minimo 40%, Fiano minimo 40% altri a bacca bianca autorizzati max 20% ;
Rosso : Aglianico minimo 70%, altri vitigni a bacca nera autorizzati max 30%;
Rosato : Aglianico minimo 70%, altri vitigni a bacca nera autorizzati max 30%;
Coda di Volpe : Coda di Volpe minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Falanghina *  : Falanghina minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Fiano  *: Fiano minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Greco * : Greco minimo 85% altri vitigni a bacca bianca autorizzati (max 15%);
Aglianico  : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Piedirosso  : Piedirosso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%);
Sciancoso  : Sciancoso minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).
Campi Taurasini  : Aglianico minimo 85% altri vitigni a bacca nera autorizzati (max 15%).

* E' prevista la tipologia spumante

Zona di Produzione : Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore,Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle, Venticano, Gesualdo, Villamaina, Torella dei Lombardi, Grottaminarda, Melito Irpino, Nusco, Chiusano San Domenico.

 

Casavecchia di Pontelatone
D.M.:08.11.2011

Vitigni

Rosso : Casavecchia minimo 85%, altri vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati max 15;

Zona di Produzione : Liberi e Formicola e parte dei comuni di
Pontelatone, Caiazzo, Castel di Sasso, Castel Campagnano, Piana di
Monte Verna e Ruviano.

IGT

I.G.T.

  • Colli di Salerno (D.D. 22.11.95)
  • Dugenta (D.D. 22.11.95)
  • Epomeo (D.D. 22.11.95)
  • Paestum (D.D. 22.11.95)
  • Pompeiano (D.D. 22.11.95)
  • Roccamonfina (D.D. 22.11.95)
  • Beneventano (D.D. 22.11.95)
  • Terre del Volturno (D.D. 22.11.95)
  • Campania (D.M. 19.10.2004)
  • Catalanesca del Monte Somma (D.M. 02.08.2011)
Venerdì, 02 Dicembre 2011 16:57

EnoSpace, Vino e dintorni....

Ciao e benvenuto sul sito EnoSpace, il network del vino.

Venerdì, 25 Novembre 2011 14:25

Zone di produzione in Campania

Nella mappa sono indicate le principali zone di produzione del vino in Campania.

Con ogni probabilità la Campania è stata la prima zona di produzione del vino in Italia.

Nell’antica Pompei, infatti, c’erano circa 200 taverne e delle 31 antiche ville portate alla luce, ben 29 appartenevano a famiglie impegnate nel settore vinicolo. Non è difficile da credere se si pensa che la culla dell’occidente è proprio tra i Campi Flegrei e l’isola d’Ischia.

Qui nel 730 a.C. i greci fondarono la loro prima colonia, Cuma, e sempre qui, proprio ad Ischia, è stato rinvenuto il primo bicchiere da degustazione del mondo occidentale : la Coppa di Nestore. Segno che il vino era ben conosciuto e ben considerato.

Non dimentichiamo che la Magna Grecia è nata proprio qui sbocciando sull’immenso bagaglio culturale portato dagli Ellenici. Anche questo porta a credere che la maggior parte dei vitigni presenti in questa regione siano proprio di origine Ellenica: aglianico, greco, fiano, falangina, piedirosso, biancolella…

Campania, dunque, terra di vino sin dall’antichità. Ancora : a Pompei e ad Ercolano sono state rinvenute anfore contenenti vino che venivano sigillate e sulle quali venivano annotate la zona di origine delle uve e l’anno della vendemmia segno che già allora era vivo il concetto di denominazione d’origine ovvero l’importanza che rivestiva il territorio di coltivazione delle uve per la qualità del vino.

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